Yin e Yang

Yin Yang

Il concetto di Yin (nero) e Yang (bianco) ha origine dall’antica filosofia cinese, molto probabilmente dall’osservazione del giorno che si tramuta in notte e della notte che si tramuta in giorno o dalle osservazioni e riflessioni che Lao-Tsu faceva nei confronti del fuoco, notandone il colore, il calore, la luce e la propensione della fiamma di svilupparsi verso l’alto. Da qui tutta la classificazione in “Yin” e “Yang” anche di ogni fenomeno naturale (es. il fuoco è caldo, emette luce, sale verso il cielo quindi Yang). Questa è una concezione presente nelle due religioni propriamente cinesi: Taoismo e Confucianesimo. In ogni tempo, in Cina, i concetti “ritmici” di Yin e di Yang hanno dominato la filosofia e l’intero pensiero; ogni cosa, ogni concetto, è diviso tra lo Yin e lo Yang, e rappresenta un dosaggio fluido e misterioso di queste due componenti. La tradizione, tuttavia, accorda alla natura femminile tutto ciò che è Yin, e alla natura maschile tutto ciò che è Yang. Inoltre Yin rappresenta ciò che è freddo, oscuro, umido e inerte, e Yang quel che è caldo, chiaro, secco e in movimento. Questi concetti vanno considerati come delle Forze? Dei Generi? Delle Sostanze? Dei Principi? Delle Entità cosmogoniche? O ancora come “Emblemi provvisti di un infinito potere evocativo”, come riteneva Marcel Granet, nel 1934, nella sua opera La Pensée chinoise? Si discute ancora a questo proposito, ma indubbiamente sono tutto ciò, contemporaneamente e indistintamente, nel comune pensiero cinese.