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Biografia

Choi Hong-hi

Fondatore del taekwondo

(9 novembre 1918 – 15 giugno 2002)

Spero sinceramente che attraverso il taekwondo ogni uomo possa acquisire la forza sufficiente per arrivare ad essere il guardiano della giustizia, opponendosi ai conflitti sociali e coltivando lo spirito umano al livello più alto. È con questo spirito che mi sono dedicato all’arte del taekwondo per tutti i popoli del mondo

Premessa

Nella lunga e complessa storia del taekwondo, al di là di considerazioni politiche e culturali contingenti, ormai in buona parte legate al passato, è doveroso ricordare l’uomo che dedicò tutta la sua vita allo sviluppo e all’affermazione di questa arte tanto antica quanto nobile.
Il Taekwondo è infatti frutto dell’instancabile opera di un Maestro coreano, il Generale Choi Hong-hi, figura controversa nella storia dell’arte marziale coreana. Choi è considerato da molti come il “padre del taekwondo moderno”, il più delle volte dalle organizzazioni della International Taekwondo Federation (ITF), riconoscendolo come colui che ha codificato e creato quest’arte marziale. Altri, come l’organizzazione sudcoreana della World Taekwondo (WT), descrivono Choi come una figura non importante o addirittura disonorevole nelle vicende storiche del taekwondo, omettendolo dalle loro versioni della storia del taekwondo o attraverso dichiarazioni esplicite.
In questa biografia, cercheremo di ripercorrere la vita del Generale Choi Hong-hi in maniera imparziale, così come raccontata da lui stesso o tramandata negli anni, cercando, se necessario e quando possibile, di evidenziare le obiezioni fatte su alcuni punti della sua controversa storia. L’intento è quello di non schierarsi a favore di nessuna delle due ipotesi, ma lasciare al lettore la facoltà di farsi una propria idea a riguardo.

I primi anni di vita di Choi Hong-hi

Choi Hong-hi nacque il 9 novembre del 1918, nell’aspra e accidentata area del Hwa Dae, nel distretto di Myong Chon, nell’attuale Repubblica Democratica di Corea (Corea del Nord), che a quel tempo era sotto il dominio giapponese (1909-1945).
In gioventù, secondo i racconti narrati dai suoi seguaci, fu un ragazzo fragile e quasi sempre malato, fonte di una costante preoccupazione per i propri genitori.
Già alla tenera età, comunque, il futuro Generale mostrò un forte spirito indipendente.

Nel 1930, assiste ad un evento tristemente famoso in Corea. Un gruppo di studenti giapponesi insultò e molestò degli studenti coreani sul treno diretto a Kwang Ju. Quando il treno arrivò a Kwang Ju, gli studenti coreani, furiosi e irritati, circondarono i giapponesi e li picchiarono duramente. Più tardi arrivò la polizia giapponese che represse crudelmente il gruppo di studenti coreani con armi da fuoco.
La notizia dell’incidente si diffuse rapidamente in Corea. Per protestare contro gli atti oltraggiosi degli studenti e la brutalità della polizia giapponesi, gli studenti coreani organizzarono scioperi e manifestazioni di protesta nelle scuole di tutto il paese. Iniziò così quello che sarebbe diventato il movimento d’indipendenza degli allievi di Kwang Ju.
Nella propria scuola Choi Hong-hi fu uno dei leader del movimento di protesta. Pianificò e guidò una protesta contro le autorità giapponesi e per questo, all’età di 12 anni, venne espulso dal sistema scolastico.

Dopo l’espulsione dalla scuola, il padre fortemente contrario ai giapponesi, preoccupato per il futuro del figlio, lo avviò allo studio della calligrafia e dei caratteri cinesi affidandolo ad uno degli insegnanti più famosi della Corea, il Maestro Han Il Dong. Oltre alla sua bravura come calligrafo, Han Il Dong era anche un Maestro di Taek Kyon, l’antica arte coreana di combattimento con i piedi, proibita durante l’occupazione giapponese.
Fu così che, l’insegnante, preoccupato per la fragile condizione del suo nuovo studente, cominciò ad insegnargli i rigorosi esercizi del Taek Kyon, per aiutarlo a potenziare il suo corpo.
Durante questo periodo Choi iniziò ad interessarsi sempre di più alla cultura, la scienza e il diritto occidentali. Alcuni suoi amici stavano studiando queste cose in Giappone. Durante la loro vacanza in corea, gli raccontarono dei loro studi e lo invitarono ad unirsi a loro in Giappone.
Nel 1937, decise di trasferirsi in Giappone per accrescere la sua istruzione.
Poco prima di lasciare la Corea, si trovò a discutere animatamente con un lottatore professionista chiamato Hu, in seguito a un gioco di carte dove Choi perse tutti i suoi soldi. Questo denaro era destinato al viaggio e al soggiorno in Giappone. Choi supplicò Hu di restituirgli parte del denaro, ma fu respinto. Mentre Hu si alzò per andarsene, Choi prese una bottiglia di inchiostro e gliel’ha scagliò contro colpendolo sulla fronte e facendolo cadere a terra svenuto.
A quel punto prese i soldi dalla tasca e corse a casa.
Pochi giorni dopo arrivò a Kyoto, in Giappone.
Questa minaccia diede a un nuovo slancio all’addestramento del giovane Choi Hong-hi nelle arti marziali. Sapeva che non sarebbe potuto tornare a casa senza aver prima imparato qualche tecnica di autodifesa.
Inizialmente pensò di imparare la boxe, ma il suo caro amico Kim Hyun-soo, lo convinse ad andare con lui a vedere una lezione di karate all’Università di Dong Dai Sa (giapponese: Doshida) di Kyoto. Alcuni giorni dopo iniziò a praticare karate.
Da evidenziare che mentre ci sono fonti che affermano che Choi ha studiato con un istruttore con il cognome “Kim”, l’unica persona di nome Kim che Choi menzionò negli anni successivi fu l’amico con cui vide una lezione di karate a Kyoto.
Nel 1939, in due anni d’addestramento intensificato, Choi ottenne il grado di cintura nera primo Dan di Karate Shotokan. Queste tecniche, unite alle tecniche del Taek Kyon (tecniche di gamba), costituirono le basi del taekwondo moderno.
Nel 1940, Choi si trasferì a Tokyo per finire il liceo, iscrivendosi alla Dong Higher Business School, cosa che in seguito gli consentì l’ingresso alla facoltà di giurisprudenza alla Chuo University.

Gichin Funakoshi fondatore karate shotokan

Gichin Funakoshi (1868-1957)

Choi dichiarò di aver studiato karate all’università sotto la direzione del Maestro Gichin Funakoshi, fondatore del karate shotokan, ottenendo infine il grado di cintura nera seconda Dan.
Non si sono prove concrete del fatto che Choi abbia realmente studiato sotto la guida del Maestro Gichin Funakoshi, ma dato che il fondatore dello shotokan ha spesso insegnato alla Chuo University, è ragionevole pensare che Choi Hong-hi abbia ricevuto almeno qualche istruzione da Funakoshi durante questo periodo.
Con il raggiungimento del secondo Dan, Choi iniziò ad insegnare presso la YMCA di Tokyo.
Choi raccontò una particolare esperienza di questo periodo. Non c’erano lampioni nella città che lui non avesse colpito o calciato per vedere se i fili di rame avessero vibrato.

Immaginavo che queste fossero le tecniche che avrei utilizzato per difendermi dal lottatore Hu, se egli avesse mantenuto la promessa di strapparmi un braccio quando eventualmente fossi tornato in Corea.

(Choi Hong-hi)

La carriera militare

Choi Hong-hi fondatore del taekwondo

Choi Hong-hi (1918-2002)

La carriera militare di Choi Hong-hi ha avuto inizio nel 1937, quando è stato costretto, come lo erano tutti i soldati coreani, a servire l’esercito giapponese come “studente volontario”.
Al suo ritorno in Corea nel 1942, con lo scoppio della seconda guerra mondiale, Choi si è nascosto per evitare l’arruolamento nell’esercito giapponese, ma alla fine fu catturato il 20 ottobre 1943, e inviato con altri studenti coreani a Seoul alla National University per iniziare la sua formazione base.
Fu in seguito inviato a Pyongyang. Poco dopo il suo arrivo insieme a un gruppo di trenta studenti coreani, pianificarono una fuga per unirsi al movimento d’indipendenza coreano, conosciuto come “Il Movimento Studentesco dei Soldati di Pyongyang”. Fallito il piano di fuga, furono tutti arrestati e processati per tradimento.
Choi Hong-hi fu inizialmente condannato a sette anni carcere, ma più tardi la condanna fu cambiata e venne fissata nel 18 agosto 1945 la data della sua esecuzione. Tre giorni prima di essere giustiziato, il 15 agosto, la Corea venne liberata dalle forze di occupazione giapponesi e Choi uscì dalla prigione di Pyongyang dopo otto mesi di reclusione.
Mentre era in prigione, per alleviare la noia e conservare il fisico, Choi continuò ad esercitarsi nelle arti marziali nella solitudine della sua cella. In breve tempo i compagni di cella e i secondini diventarono i suoi allievi, che coinvolgendo altri detenuti trasformarono il cortile in una gigantesca palestra.
Con la fine della seconda guerra mondiale, la divisione della Corea tra nord e sud impedì a Choi di tornare nella sua terra natale. A quel punto, come molti studenti e soldati coreani, decise di seguire l’invito trasmesso alla radio, dal capo del comitato direttivo per la formazione del nuovo governo coreano, a raggiungere Seoul. Qui venne formato un gruppo di studenti volontari per il mantenimento dell’ordine pubblico, perché non era ancora stata istituita la polizia coreana.
Il gruppo di studenti volontari era diviso in due parti: una parte sostenuta dal comunismo, l’altra, verso la quale si indirizzò Choi, con ideali democratici.
In questo ruolo, ebbe l’opportunità d’incontrare il maggiore dell’esercito americano, direttore della Scuola Militare. Questa scuola sarebbe poi diventata l’Accademia Militare Coreana. Grazie a questo incontro, Choi diventò uno dei 110 padri fondatori del nuovo esercito coreano (ROK), arruolandosi nel 1946 col grado di sottotenente.
Questo gli permise di mettere il taekwondo in una nuova orbita.
Divenne comandante del Quarto Reggimento a Kwang-ju, dove scoprì che le forze di polizia locali erano molto ben organizzate. Le forze di polizia locale erano più numerose e avevano maggiore potere e autorità dell’esercito. I membri delle forze armate erano spesso arrestati dagli agenti di polizia con l’accusa di piccoli crimini e picchiati.
Per Choi questo era intollerabile e iniziò a fare regolarmente esercitazioni militari, incluso l’addestramento nel karate. Ma la sua coscienza si vergognava d’insegnare karate. Come uomo disprezzava i giapponesi, come poteva quindi insegnare karate ai suoi soldati coreani? Voleva creare una nuova arte marziale coreana basata su movimenti scientifici e con un’adeguata mentalità per i soldati coreani. Iniziò così la sua ricerca nelle arti marziali.
In seguito fu promosso tenente e trasferito a Tae Jon al comando del Secondo Reggimento di Fanteria. Mentre ricopriva questo nuovo incarico, egli iniziò a insegnare la sua arte marziale non soltanto ai soldati coreani ma anche a quelli americani stanziati li. Questa fu la prima presentazione agli americani di quello che alla fine sarebbe conosciuto come taekwondo.
Il 1947 fu un anno di rapide promozioni. Choi fu promosso capitano e quindi maggiore. Nel 1948 fu inviato a Seoul come capo della logistica e divenne istruttore di arti marziali per la Scuola di Polizia Militare Americana. Nel tardo 1948 divenne tenente colonnello.
Nel giugno del 1949 gli fu ordinato di andare negli Stati Uniti per l’addestramento presso la US Higher Military (Advanced Military Training School). Al momento di ricevere l’ordine, Choi si era appena sposato ed era ancora in luna di miele, e non voleva lasciare la sua giovane moglie. Ma è un soldato, e obbedisce agli ordini e parte insieme al colonnello Choi Duk-shin, per raggiungere prima alla Scuola Generale di Fanteria a Fort Riley in Kansas e successivamente alla Scuola di Comando Superiore di Fort Benning in Georgia.
Raggiunsero la laurea il 23 giugno 1950, solo due giorni prima dello scoppio della guerra in Corea (6·25).
Tornato in patria nel luglio 1950, divenne vice presidente della Scuola Generale dell’Esercito.
Nel 1951 divenne generale di brigata. In questo periodo allestì la Ground General School a Pusan (città portuale della Corea del Sud), in qualità di Assistente Comandante e capo del Dipartimento Accademico.
Nel 1952 Choi fu nominato Capo del Personale del Primo Corpo, e fu responsabile per guidare il Generale MacArthur durante la sua ultima visita a Kang Nung.
Al tempo dell’armistizio, Choi fu comandante della Quinta Divisione di Fanteria.
L’anno 1953 fu denso di avvenimenti, sia nella carriera militare, sia nel campo delle arti marziali. Divenne l’autore del libro più autorevole sulla intelligence militare in Corea.

29a divisione fanteria

Campo base della 29a divisione di fanteria in Corea

Nel settembre del 1953 era sotto il controllo di Baek Sun-yeop, il capo di stato maggiore dell’esercito, che formò 28 divisioni. Choi chiese e ottenne di poter creare la 29a divisione di fanteria.
Per prima cosa sviluppò un marchio riconoscibile della divisione. Nel numero 29, il numero 2 simboleggiava la penisola coreana divisa e il numero 9 rappresentava un pugno chiuso. Disegnò quindi un pugno sopra la penisola coreana. Con questa marchio, la 29a divisione prese il soprannome di “Fist Division” o “Ik Keu Division”.
In seguito organizzò la 29a divisione nell’isola di Cheju, che finalmente divenne l’elemento che introdusse la sua nuova arte marziale nell’ambiente militare e fondò la Oh Do Kwan (Arte a Modo Mio) dove non ebbe solo successo con l’insegnamento agli istruttori dei quadri militari, ma fuse le tecniche del Taek Kyon e del Karate creando un sistema di lotta moderno, anche grazie all’aiuto di Nam Tae-hi, il suo braccio destro fino al 1954.
Grazie alla combinazione delle arti marziali con l’addestramento militare, la 29a divisione era unica fra tutte le altre nell’esercito coreano, erano pronti a combattere con o senza armi.
Alla fine dell’anno fondò la Chong Do Kwan (Arte dell’Onda Blu), la più grande palestra civile in Corea; Choi fu promosso a Generale Maggiore.
La 29a divisione, guidata da Choi Hong-hi, lasciò l’isola di Cheju nel giugno del 1954 e fu assegnata al Primo Corpo del Quartier Generale dell’Esercito, nella provincia di Kang Won nella parte orientale della Corea. A metà settembre dello stesso anno, nella pianura di Ohori, celebrarono insieme il quarto anniversario del Primo Corpo e il primo anniversario della 29a divisione, evento simbolico nella storia del taekwondo. Durante la cerimonia, la 29a divisione ha dimostrato le proprie tecniche. La manifestazione durò mezz’ora senza sosta, e con grande interesse il presidente Syngman Rhee osservò la presentazione con grande interesse rimanendo in piedi tutto il tempo senza sedersi. Quando il Maestro Nam Tae-hi ruppe le tegole con il pugno, il Presidente indicò le sue nocche e chiese: “È questa la parte che usi per rompere i mattoni?” – “Esatto, signore” – rispose Choi.
Poi il presidente si rivolse agli altri generali e disse: “Questo è Taek Kyon. Vorrei che tutti i nostri soldati addestrassero questa abilità.”
A causa del confronto del Presidente delle loro capacità con Taek Kyon, Choi Hong-hi iniziò a pensare che la sua disciplina avesse urgentemente bisogno di un nuovo nome, perché le tecniche che insegnava non erano né Tang Soo né Taek Kyun.

La nascita del taekwondo

Tecnicamente, il 1955 segnalò l’inizio del taekwondo formalmente riconosciuto in corea come arte marziale. Durante quell’anno, fu formato uno speciale consiglio di direttori che includeva Maestri e istruttori, storici, illustri leader della società. Furono presentati numerosi nomi da attribuire alla nuova arte marziale.
L’11 Aprile 1955, il consiglio riunito dal Generale Choi, stabilì il nome taekwondo, suggerito dallo stesso Generale. Questo unico nome unificato di taekwondo, sostituì i vari e confusi termini di Tang Soo, Taek Kyon, Kong Soo, Kwon Bup, ecc. riunendo in un unico stile le 9 branche originali che in Corea erano il lascito dell’antico Taek Kyon.
Nel 1959, il taekwondo si estende oltre i suoi confini nazionali. Il padre del taekwondo e 19 delle sue migliori cinture nere, fecero un tour nell’Estremo Oriente. Il tour fu un grande successo, estasiando gli spettatori con l’eccellenza delle tecniche del taekwondo. Molti di queste cinture nere divennero i responsabili per l’insegnamento del taekwondo al di fuori della Corea, come Nam Tae-hi, Presidente della Federazione Asiatica; il Colonnello Ko Jae-chun, 5° Capo Istruttore di taekwondo in Vietnam; il Colonnello Baek Joon-gi, 2° Capo Istruttore in Vietnam; il Generale di Brigata Woo Joog-lim; Mr. Han Chan-kyo, Capo Istruttore in Singapore e Mr. Cha Soo-young, Direttore Tecnico in Washington D.C. che diffuse l’arte del taekwondo al mondo.
Nello stesso anno, il Generale Choi Hong-hi fondò la Korea Taekwondo Association (KTA) e ne divenne il primo presidente. Era un membro fondatore dell’esercito coreano e prestò servizio come comandante della Seconda Divisione di Fanteria a Tae Gu, comandante del centro di addestramento dell’esercito e comandante del corpo dell’esercito. Attraverso queste posizioni, il Generale Choi ha incorporato il taekwondo nel regime di addestramento quotidiano dell’intero esercito coreano.

Taekwondo Book 1959

Il primo testo coreano sul taekwondo (1959)

Sempre nel 1959 il Generale Choi pubblicò il primo testo coreano sul taekwondo che diventò modello di riferimento per l’edizione del 1965.
Nel 1960 il Generale intervenne al Modern Weapon Familiarization Course in Texas, seguito dalla visita al Jhoon Rhee’s Karate Club a San Antonio, dove Choi persuase gli studenti e il Maestro a utilizzare il nome taekwondo anziché karate. Così, diventando il primo istruttore di taekwondo in America, Jhoon Rhee è conosciuto come il padre del taekwondo americano. Ciò ha contrassegnato l’inizio dell’insegnamento del taekwondo negli Stati Uniti d’America.
Choi tornò in Corea come Direttore dell’Intelligence dell’esercito coreano. Più tardi, nello stesso anno, assunse il comando Combat Armed Combat con la direzione della fanteria, artiglieria, mezzi corazzati e scuola d’aviazione.
Il 1961 divenne l’anno della maturazione sia per la carriera militare sia nel taekwondo, con il comando di uno dei più grandi centri di addestramento in Corea, il Sesto Corpo dell’Esercito. Il taekwondo continuava a espandersi non soltanto presso i civili e i militari coreani, ma veniva insegnato anche ai soldati degli Stati Uniti della Settima Divisione di Fanteria della quale Choi prese il comando, divenendo così il primo generale nella storia coreana a esercitare il controllo militare sulle truppe straniere. Attraverso i suoi allievi, il taekwondo venne introdotto all’accademia militare di West Point. Durante lo stesso anno, Choi rese il taekwondo obbligatorio per le intere forze della polizia della Corea del Sud.
Nel 1962 Choi fu nominato ambasciatore in Malesia, dove sparse i primi semi del taekwondo. Nel 1963 fu formata la Taekwondo Association of Malaysia e raggiunse l’approvazione nazionale quando l’arte fu dimostrata al Merkeda Stadium su richiesta del Primo Ministro, Tunku Abdul Rhaman.
Lo stesso anno furono poste due importanti pietre miliari: la famosa dimostrazione al United Nation di New york, e l’introduzione del taekwondo alle Forze Armate in Vietnam sotto l’insegnamento del Maggiore Nam Tae-hi. Nel febbraio dell’anno seguente, fu creata un’associazione di taekwondo a Singapore, e furono gettate le fondamenta per formare le associazioni nel lontano Brunei.
Sempre nel 1964, l’Ambasciatore Choi fece un viaggio in Vietnam col solo scopo di una ulteriore istruzione sul taekwondo perfezionato dopo continui anni di ricerca e dedizione continua. Questa fu una nuova era per il taekwondo in quanto il Generale fu in grado di tracciare una chiara linea di divisione tra il taekwondo e il karate, eliminando completamente le tracce del karate.
Successivamente, nello stesso anno, fu eletto nuovamente presidente della Korea Taekwondo Association (KTA), subito dopo rientrato in patria, e questo atto gli diede la possibilità di purificare la società del taekwondo, rimuovendo i cerchi politici interni all’organizzazione.
Nel 1965 Choi diventa generale a due stelle e viene nominato ambasciatore del governo della Repubblica della Corea. Viaggia in Germania dell’Ovest, Italia, Turchia, Arabia, Malesia e Singapore. Questo viaggi sono significativi perché il taekwondo, per la prima volta nella storia della Corea, viene dichiarato come Arte Marziale Coreana.
Questa fu la base per la stabilizzazione delle associazioni di taekwondo in questi paesi ma anche nella formazione della federazione internazionale di taekwondo così com’è conosciuta oggi.
Sempre nel 1965 Choi pubblica il primo manuale in lingua inglese, The Taekwondo Guide, edito dalla Daeha Publication Company.

Fondazione dell'ITF e diffusione del taekwondo nel mondo

International Taekwondo Federation ITF

L’attuale logo della International Taekwondo Federation (ITF)

Nel 1966 il sogno del giovane cagionevole studente di calligrafia, divenne realtà. Il 22 marzo 1966 fu istituita l’International Taekwondo Federation (ITF) con le adesioni delle associazioni di Vietnam, Malesia, Singapore, Germania dell’Ovest, Stati Uniti d’America, Turchia, Italia, Egitto e Corea.
Nel 1967, il padre del taekwondo ricevette dal Governo del Vietnam la prima medaglia d’onore per il servizio svolto, e fu aiutato a istituire la Fondazione di Taekwondo Corea-Vietnam presieduta dal Generale Tran Van Dog. Lo stesso anno nacque l’Associazione di Taekwondo di Hong Kong. Nell’Agosto Choi fece visita al torneo All American Federation, tenutosi a Chicago, Illinois, dove discusse con gli istruttori dell’espansione, unificazione e della politica delle Associazioni Americane. Questa visita costituì la nascita ufficiale delle Associazioni Americane di Taekwondo, presso Washington D.C., il Novembre 1967.
Durante questa visita, Choi incontrò anche Mr. Robert Walson, IV Dan e una delle più importanti autorità americane del taekwondo, al fine di organizzare il grande lavoro per una nuova edizione di un libro sul taekwondo. Alla fine del 1967, il Generale Choi invitò Master Mas Oyama al quartier dell’ITF, a Seoul per continuare il discorso iniziato a Hakone, Giappone, per mezzo del quale Master Oyama avrebbe cambiato le proprie tecniche, sostituendole con quelle del taekwondo.
In quello stesso anno, il Presidente dell’ITF selezionò cinque istruttori dell’esercito per il Taiwan, su richiesta del Generalissimo Chiang Kai-shek. Questa richiesta fu avanzata tramite il Generale Chung Il Kwon, allora primo ministro della Corea del Sud.
Nel 1968, il Generale Choi visitò la Francia, in qualità di capo della delegazione del Governo Coreano, per partecipare al Consul International Sport Military Symposium, tenuto a Parigi. Il taekwondo fu il principale argomento dell’ordine del giorno. Si riunirono 32 rappresentanti di nazioni, che avevano assistito ad alcune dimostrazioni di taekwondo. Quello stesso anno fu istituita l’Associazione del Regno Unito e Choi visitò la Spagna, Paesi Bassi, Canada, Belgio e India con la speranza di diffondere il taekwondo.
Quando fece rientro nella Corea del Sud fu rappresentato come il primo Sport Research Award (premio per la ricerca nello sport) per la sua dedizione al benessere dell’arte marziale coreana.
Nel 1969, Choi fece un tour per l’Asia sud orientale per valutare di persona la preparazione di ogni paese per il primo torneo asiatico ITF di taekwondo che si tenne a settembre ad Hong Kong. Subito dopo la competizione Choi intraprese un grande viaggio per il mondo toccando 29 paesi al fine di far visita agli istruttori e raccogliere fotografie per la prima edizione del suo libro taekwondo (copyright 1972).
Nell’agosto 1970, Choi visitò venti paesi nel tour dell’Asia sud orientale, il Canada, l’Europa e il Medio Oriente. Choi, naturalmente, tenne seminari per gli istruttori internazionali in ogni paese dove si recasse e aiutò la diffusione e l’unificazione dell’International Taekwondo Federation in un’unica forza.
Nel marzo 1971, Choi assistette al secondo torneo asiatico ITF, tenuto allo stadio Negara in Malesia, che iniziò con il discorso del primo ministro Tun Abdul Rhajak, e si concluse con la presenza dei sovrani.
Inoltre in quest’anno il Generale Kim Jong-hyun, capo, del Dipartimento di Arti Marziali dell’Esercito, chiese a Choi di selezionare alcuni istruttori per l’esercito della Repubblica dell’Iran.

Il trasferimento in Canada

Il giro del mondo del 1972 fu dedicato alla diffusione del taekwondo in Bolivia, Dominica, Haiti e Guatemala.
In quest’anno, il governo sudcoreano, temendo che il taekwondo potesse essere usato contro di esso, si rifiutò di lasciare che la Federazione del Generale Choi insegnasse in Corea del Nord. Il Generale Choi, arrabbiato per il fatto che l’arte marziale fosse trattata come uno strumento politico, andò in esilio volontario e si stabilì in Canada. Choi spostò il quartier generale dell’International Taekwondo Federation, con il consenso unanime dei membri dei paesi aderenti, a Toronto, in Canada, prevedendo di diffondere il taekwondo nei paesi dell’Europa orientale secondo i progetti definiti anni prima.
Durante questi viaggi, Choi si interessò particolarmente alla promozione del taekwondo tra i giovani del mondo.
Il Presidente dell’ITF fu uno strumento per la diffusione dell’arte marziale in numerose università in Europa, America, Medio Oriente ed Estremo Oriente.

Demo Team ITF 1973

Il Demo Team ITF del 1973

Il Presidente della Corea del Sud, Park Chung-hee, ordina a Kim Un-young di fondare, il 28 maggio 1973, la World Taekwondo Federation (WTF), ribattezzata poi World Taekwondo (WT) nel 2017, con sede a Seoul, che combatterà la International Taekwondo Federation (ITF). La World Taekwondo userà il nome coniato dal Generale Choi, ma molte delle sue regole e procedure saranno diverse.
Nei mesi di novembre e dicembre 1973, Choi selezionò un Demo Team, una speciale squadra dimostrativa dell’ITF, formata da Kong Yung-il, Park Joong-soo, Rhee Ki-ha, Park Sun-Jae e Choi Chang-keun, tutti 7° Dan. Il Demo Team toccò tredici paesi dall’Europa all’Africa, dal Medio Oriente all’Estremo Oriente, stabilendo nuove filiali ITF in cinque di questi paesi. Il tour fu un successo travolgente, solo in Egitto assistettero alle dimostrazioni oltre 100.000 persone. Ad ogni sosta, il Generale Choi e il Demo Team furono accolti da alti rappresentanti dei governi locali.
Il 1974 fu veramente un anno eccezionale, ricordato a lungo da Choi, perché il fondatore del taekwondo non solo fu capace di presentare orgogliosamente la superiorità delle tecniche e le regole di competizione del taekwondo, ma fece divenire un sogno realtà realizzando il Primo Campionato Mondiale di Taekwondo organizzato a luglio dall’ITF, a Montreal, con la partecipazione di 23 paesi. Nel novembre e dicembre dello stesso anno, guidò il 4° Demo Team dell’ITF, costituito da 10 dei migliori istruttori al mondo, in Giamaica, Curacao, Costa Rica, Colombia, Venezuela e Suriname.
Nel 1975 solo il taekwondo ebbe il privilegio di esibirsi al Teatro dell’Opera di Sidney, per la prima volta da quando fu aperto. Nel novembre Choi andò in Olanda per dichiarare l’apertura del Primo Campionato Europeo ITF, tenuto ad Amsterdam. Nella parte finale dell’anno, il Generale Choi visitò la Grecia e la Svezia per condurre alcuni seminari.
A metà del 1976 girò per l’Iran, Malesia, Indonesia ed Europa per ispezionare le attività del taekwondo, e allo stesso tempo sosteneva seminari.
Nel settembre 1977, il Generale visitò la Malesia, la Nuova Zelanda e l’Australia e successivamente partecipò all’incontro a Tokyo nel quale accusò pubblicamente il presidente Sud Coreano Park Jung-hee di usare il taekwondo per i suoi fini politici. In seguito, in quello stesso anno, Choi visitò la Svezia e la Danimarca per assistere alla formazione dell’Associazione Nazionale di Taekwondo.
Nel maggio 1978 il Generale Choi viaggiò in Malesia, Pakistan, Kenya e Sud Africa, accompagnato da Rhee Ki-ha. In quest’anno costituì il 5° Demo Team dell’ITF, costituito da Choi-Chang-keun, Rhee Ki-ha, Park Jung-tae e Liong Wai-meng, con il quale si recò in Svezia, Polonia, Ungheria e Jugoslavia. Nel settembre dello stesso anno a Oklahoma City, USA, si tenne il Secondo Campionato Mondiale ITF di taekwondo.

Rhee Ki-ha il padre del taekwondo britannico

Rhee Ki-ha (1938), il padre del taekwondo britannico

Nel giugno 1979, a Oslo, Norvegia, fu istituita la Federazione Europea AETF (All European Taekwondo Federation), con Rhee Ki-ha come presidente. Dopo questo evento storico, il Generale Choi visitò la Svezia, Danimarca, Germania dell’Ovest, Francia e Grecia, accompagnato da Khang Su-jong e Rhee Ki-ha. Nel novembre istituì il 6° Demo Team ITF costituito da Kim Jong-chan, Choi Chang-Keun, Rhee Ki-ha, Park Jung-tae, Lee Jong-moon, Chang Kwang-duk, Kim Suk e Michael Cormack, e visitarono l’Argentina.
L’anno 1980 fu un anno indimenticabile per il padre del taekwondo, sia per se stesso, sia per il futuro della sua arte marziale. Choi e 15 dei suoi allievi, compreso suo figlio Choi Jung-hwa, fecero un viaggio colossale presso la Democratic People’s Republic of Korea (Repubblica Democratica Popolare Coreana). Questa fu la prima volta che il taekwondo fu presentato alla popolazione della Corea del Nord, il paese di nascita del Generale Choi.
Anche se l’intenzione di Choi era stata una riconciliazione, purtroppo la Corea del Sud lo vide come un tradimento, mentre la Corea del Nord iniziò a sostenere pienamente l’ITF, riconoscendo Choi Hong-hi come fondatore e campione del taekwondo.
Nel novembre dello stesso anno, a Londra si tenne il primo Campionato Europeo di Taekwondo della AETF (All Europe Taekwondo Championships), con 18 paesi partecipanti.
Nel gennaio 1981, il Generale Choi si recò nel Queensland, Australia, accompagnato dal Maestro Choi Chang-keun, per annunciare l’apertura del Primo Campionato dell’Area Pacifica (Pacific Area Taekwondo Championships).
In questo momento Choi contribuì all’istituzione della Federazione Sud Pacifica (South Pacific Taekwondo Federation), e l’Australia Taekwondo Federation.
Nel giugno dello stesso anno Choi istituì l’8° Demo Team ITF, formato per il viaggio alla volta di Tokyo, Giappone. A ottobre, tenne un seminario per i membri fondatori del taekwondo nella DPR della Corea, e a novembre a Vienna, Austria, nello storico incontro noto come “North an Overseas Korean Christian Leaders” annunciò orgogliosamente il Demo Team composto da istruttori della Corea del Nord e del Sud.
Nell’agosto, il presidente Choi si recò in Argentina per aprire il Terzo Campionato del Mondo ITF, tenuto a Resistancia, Chaco.
Nel 1982 il presidente dell’International Taekwondo Federation istituì la North America Taekwondo Federation, a Toronto, Canada. In quest’anno Choi realizzò un suo vecchio sogno (dal 1967), quando aprì la prima palestra di taekwondo in Giappone sotto l’auspicio del patriota Chon Jin-shik.

Park Jung-tae

Park Jung-tae (1943-2002), Maestro 9º dan di taekwondo, fondatore della Global Taekwondo Federation.

Fu davvero un anno molto impegnativo per il Presidente in quanto a luglio, accompagnato dal Maestro Park Jung-tae, visitò Porto Rico per svolgere dei seminari. Nei mesi di ottobre e novembre girò per Groenlandia, Regno Unito, Germania dell’Ovest, Austria, Danimarca, Polonia, Ungheria, Jugoslavia, Cecoslovacchia e Finlandia, accompagnato dai Maestri Han Sam-soo, Park Jung-tae e Choi Jung-hwa, al fine di promuovere il taekwondo. Inoltre assistette al Primo Campionato Intercontinentale ITF di taekwondo, tenuto in Quebec, Canada, a novembre e al Secondo Campionato Europeo AETF tenuto a Napoli, Italia.
Nell’ottobre dello stesso anno, il Generale Choi Hong-hi, insieme a Mr. Csanadi, incontrarono a Budapest il Dirigente del Consiglio di Programmazione del Comitato Olimpico, al fine di discutere in merito al riconoscimento del taekwondo dal Comitato Olimpico.
Nel gennaio 1983, il Generale Choi fece visita in Colorado, USA, accompagnato dal Maestro Lee Suk-hi, VII Dan e presidente della North America Federation. A febbraio, Choi si recò nell’America Latina, comprendendo Argentina, Colombia, Panama e Honduras per condurre nuovi seminari. Durante il soggiorno in Honduras contribuì alla formazione della Central America Taekwondo Federation.
Nei mesi di Marzo, Aprile e Maggio visitò Santa Barbara, California, Europa, e DPR della Corea, per curare le ultime fasi della pubblicazione dell’Enciclopedia del Taekwondo, l’ultimo prodotto della sua vita di ricercatore.
Nell’ottobre e novembre dello stesso anno, visitò la Jugoslavia e l’Italia, accompagnato da Park Jung-tae e Choi Jung-hwa, per preparare alcune fotografie da inserire nell’Enciclopedia.
Nell’aprile 1984, il presidente Choi aprì il Quarto Campionato Mondiale ITF, tenuto a Glasgow, Scozia. Nello stesso mese, si recò a Losanna dal signor Juan Antonio Samaranch, presidente del Comitato Olimpico Internazionale (CIO), accompagnato dai Maestri Rhee Ki-ha, Charles Sereff e Kim Yong-kyu, per provare che solo l’International Taekwondo Federation fosse l’organo di disciplina mondiale per il taekwondo.
Nel settembre, Choi invitò a Pyongyang istruttori chiave come Lee Suk-hi, Rhee Ki-ha, Park Jung-tae e Choi Jung-hwa per ultimare la pubblicazione dell’Enciclopledia, e fu discusso anche sul trasferimento dell’ITF a Vienna, Austria.
Nell’ottobre dello stesso anno, il presidente Choi effettuò una visita ufficiale a Budapest, Ungheria per aprire il Terzo Campionato Europeo AETF. Fu un momento molto particolare poiché era la prima volta che un evento tanto importante veniva organizzato in un paese socialista.
Nel mese seguente, il Generale Choi si recò a New York City insieme al Maestro Lee Suk-hi e al Maestro Park Jung-tae, per aprire la 3° General Choi’s Cup, nel Nord America.
Il 5 dicembre fu tenuto a Vienna, Austria, il Congresso dell’ITF, dove fu deciso unanimemente di riportare a Vienna la sede dell’ITF, entro marzo dell’anno successivo. Inoltre al Congresso, Choi Hong-hi fu eletto nuovamente presidente, il Maestro Rhee Ki-ha e il Maestro Lee Suk-hi furono eletti vice presidenti, e il Maestro Park Jung-tae votato come segretario generale.
Senza dubbio il 1985 fu uno degli anni più significativi per il fondatore del taekwondo, egli fu capace di raccogliere e documentare tutte le tecniche studiate per anni e pubblicarle nell’Enciclopedia del Taekwondo. Fu inoltre capace di gettare delle forti fondamenta per la diffusione all’intero mondo della sua arte marziale, specialmente nei paesi socialisti e del Terzo Mondo, grazie al trasferimento della sede dell’ITF a Vienna, Austria.
Nell’aprile di quest’anno il presidente Choi, accompagnato da Tran Tien-quan, il presidente della Canadian Taekwondo Federation, si recò a Porto Rico per far visita a James Limand Kim Suk-jun per assistere alla 1st Latin America General Choi’s Cup. A giugno visitò Berlino Est partecipando alla cerimonia di apertura del 24° Congresso Olimpico. A novembre dello stesso anno, il Generale Choi, accompagnato dal segretario generale Maestro Park Jung-tae e da Tran Tien-quan, visitò la Norvegia per onorare l’apertura del Campionato Scandinavo.
A dicembre in Quebec, Canada, sotto il patrocinio della Federazione Canadese, furono festeggiati in varie occasioni i 30 anni del taekwondo.
Nel giugno 1986 il fondatore portò il Demo Team nella Repubblica Popolare Cinese. Questa visita mosse il popolo cinese a praticare il taekwondo.
Nel mese di maggio del 1987 dimostrò ancora una volta al mondo del taekwondo lo spirito indomito e la perseveranza annunciando il Quinto Campionato Mondiale ITF ad Atene in Grecia malgrado le persistenti interferenze del regime dittatoriale della Corea del Sud.
Nel dicembre dello stesso anno, il presidente Choi concepì la Promotion and Popularization Foundation of ITF (Fondazione per la Promozione e Divulgazione dell’ITF), avviata grazie all’apporto di Chon Yon-suk, fratello maggiore del vice presidente Chon Jin-shik.
Nel 1988, raggiunse il culmine grazie a due eventi importanti. Nel mese di maggio, il governo ungherese ha ospitato il 6° Campionato del Mondo ITF a Budapest, per la prima volta diffuso via satellite in tutta Europa. Ad agosto, il padre del taekwondo fu in grado di realizzare il suo ultimo sogno, diffondere e insegnare la propria arte senza tener conto di religioni, razze, confini nazionali o ideologici, conducendo la squadra dimostrativa dell’ITF a Mosca, USSR. Con questa mossa ha completato il capitolo finale nel suo tentativo di vedere la sua amata arte su tutti e quattro gli angoli del mondo.

Conclusioni

Tomba Choi Hong-hi

La tomba del Generale Choi Hong-hi

Il Generale Choi Hong-hi, ha dovuto sopportare minacce di morte dall’Intelligence della Corea del Sud, tentativi di rapimento e attentati alla sua vita da assassini armati.
Nel 2000, il fondatore del taekwondo, fu dichiarato dalla rivista Taekwondo Times come l’artista marziale più influente del secolo.
Il Generale Choi Hong-hi non ha mai smesso di viaggiare per diffondere il taekwondo in tutto il mondo, e per renderlo unico e omogeneo. Il padre fondatore del taekwondo muore all’età di 83 anni, il 15 giugno 2002 alle 20.35 a Pyongyang, in Corea del Nord per un tumore allo stomaco. Il suo corpo riposa nel cimitero dei patriottici Martiri di Pyongyang.
Choi è elencato nel taekwondo hall of fame con vari titoli: “padre del taekwondo”, “fondatore e primo presidente dell’International Taekwondo Federation (ITF)”, “fondatore di Oh Do Kwan”. Il giorno della sua morte Choi lascia sua moglie Choi Joon-he, suo figlio Choi Jung-hwa, due figlie Sunny e Meeyun, e diversi nipoti.
Poco prima della sua morte è stato in grado di annunciare tramite il sito web ITF:

Io sono l’uomo che ha il maggior numero di seguaci in tutto il mondo

Con l’impatto della sua arte e oltre 50 milioni di praticanti taekwondo in tutto il mondo, dopo 50 anni di promozione, questa affermazione è innegabile.
Dopo la morte del Generale Choi, nel 2002, la ITF si frammentò in tre organismi indipendenti, uno che ereditava l’organico storico con a capo il Maestro Tran Trieu-quan, uno con a capo il figlio del Generale, Choi Jung-hwa e un altro ancora con a capo Chang Ung, un allenatore di pallacanestro nordcoreano.

Mestre Pastinha

Fondatore della prima scuola di Capoeira Angola

(5 aprile 1889 – 13 novembre 1981)

Capoeira è tutto ciò che la bocca mangia

Mestre Pastinha fondatore della prima scuola di Capoeira Angola

Mestre Pastinha (1889–1981) fondatore della prima scuola di Capoeira Angola

Vicente Ferreira Pastinha nacque il 5 aprile 1889 nella città di Salvador (Bahia). Nato in una famiglia povera, suo padre, Jose Senor Pastinha era un commerciante d’origine spagnola, proprietario di un piccolo magazzino nel centro storico di Salvador, mentre sua madre, Dona Maria Eugenia Ferreira, era una bahiana di colore.

Ricordato come Mestre Pastinha, cominciò ad apprendere la capoeira a otto anni, con il maestro africano di nome Benedito, che gliela insegnò come forma di autodifesa dal bullismo dei ragazzi più grandi.
A dodici anni, sotto la spinta del padre, entrò in Marina, dove insegnò ai suoi compagni la capoeira, fino al 1910, quando lasciò l’impiego militare, e incominciò ad insegnare capoeira a Raymundo Aberrê, lavorando anche per il giornale “Diário da Bahia”.

Mestre Pastinha fu il custode della Capoeira Angola (la Capoeira tradizionale). Dedicò tutta la sua vita all’insegnamento di questa arte afro-brasiliana. Uomo di grandi qualità artistiche e di capacità di adattamento alle avversità della vita, svolse varie attività, tra cui lustratore di scarpe, pittore di talento, poeta popolare, giornalista. Nel 1941 fu invitato dal suo allievo Aberre a partecipare alla tradizionale roda della domenica nel quartiere di Gengiborra.
Durante quell’occasione conobbe il maestro Amorzinho, un membro della Guardia Civil, anch’egli capoeirista. Amorzinho impressionato dall’eleganza e dallo stile di gioco di mestre Pastinha, lasciò a quest’ultimo il comando della roda e lo spinse ad aprire un centro di insegnamento della Capoeira. Fu così che in quell’anno sorse il CECA (Centro sportivo di Capoeira Angola), in largo Pelourinho 19, dove si formarono grandi maestri di capoeira come João Oliveira dos Santos (Mestre João Grande), João Pereira dos Santos (Mestre João Pequeno), Mestre Curiò, Gildo Lemos Couto (Mestre Gildo Alfinete), Albertino da Hora, Raymundo das Virgens Natividade (Mestre Natividade) e altri nomi illustri del mondo della Capoeira. Inoltre con Mestre Pastinha, il mondo intellettuale si interessò alla capoeira, valorizzandola, attraverso scrittori, pittori, filosofi e antropologi come Jorge Amado, Caribè, Jean-Paul Sartre, Pierre Vergert e l’attore Jean Paul Belmondo.

Capoeira Angola - Mestra Pastinha

Il libro Capoeira Angola di Mestre Pastinha

Nel 1964 Mestre Pastinha pubblicò il libro “Capoeira Angola” e incise un disco con ritmi e canti tradizionali di Capoeira Angola. Egli diffuse il proprio gruppo di capoeira in tutto il Brasile e nel 1966 rappresentò il Brasile al I° Festival Mondiale dell’Arte Nera in Senegal, nella città di Dakar, ricevendo vari apprezzamenti dai partecipanti e promotori del Festival.
Mestre Pastinha dedicò la vita intera lottando per l’arte della capoeira, ma non ottenne i riconoscimenti ed il rispetto meritati.
Nel 1971, già malato e quasi cieco, fu obbligato ad abbandonare la sua palestra, per ristrutturazioni di tutto il Pelorinho, con la promessa che alla conclusione dei lavori sarebbe potuto ritornare nella sua academia, nel frattempo venne alloggiato in una stanza umida e senza finestre, situata nella rua Alfredo Brito n. 4 – Pelorinho, soggiorno che fece peggiorare le sue precarie condizioni di salute.
Mestre Pastinha venne a conoscenza che il palazzo era terminato e al posto della sua palestra venne costruito un Ristorante e che da quel momento tutta la struttura apparteneva al Senac (Serviço Nacional de Aprendizagem Comercial), il Mestre cadde in una profonda depressione, il suo stato di salute debilitato si aggravò.

Nel 1979 fu colpito da un edema celebrale e dopo un anno di ricovero in un ospedale pubblico fu trasferito nella clinica Don Pedro II.
Il 13 novembre del 1981 morì cieco e solo all’età di novantadue anni una delle personalità più importanti nella storia della capoeira.

Mestre Bimba

Il padre della Capoeira Regional

(23 novembre 1899 – 5 febbraio 1974)

Non avere paura di andare vicino all’avversario.
Più vicino sei, più impari

Mestre Bimba il padre della Capoeira Regional

Mestre Bimba (1899-1974) il padre della Capoeira Regional

Manoel dos Reis Machado, meglio conosciuto come Mestre Bimba, è nato nel quartiere “Engenho Velho de Brotas”, nella città di Salvador (Stato di Bahia) il 23 novembre 1899, ma non è stato registrato ufficialmente fino al 1900, generando una certa confusione sulla sua data di nascita. Nonostante sia nato nel 1899, il 1900 è la data più comunemente nota e pubblicata.

Figlio di Luiz Candido Machado, un “cabloco” (discendente Afro e“Indios”) di Feira de Santana e di Maria Martinha do Bonfim, creola della città di Cachoeira. Appena nato riceve il suo “apelido” (soprannome), mondialmente conosciuto e legato alla storia della capoeira: “Bimba”. Sua madre e l’ostetrica avevano scommesso riguardo al sesso del bambino, prima della sua nascita. L’ostetrica credeva che sarebbe stato un maschio e la madre invece era convinta sarebbe stata una bambina. Al momento del parto, la levatrice guardando tra le gambe del neonato esclama: “È un maschio, guarda la sua ‘bimba’!” (Bimba infatti è un riferimento agli organi genitali maschili) ponendo fine alla scommessa e all’attesa.

Mestre Bimba, impara l’arte della lotta da suo padre, famoso lottatore e campione di “batuque” (un’antica forma di danza negra accompagnata da strumenti a percussione e relativo accompagnamento un tempo diffusa in Bahia). A dodici anni, Bimba inizia ad imparare la “Capoeira Angola”, con l’africano “Bentinho”, allora Capitano della “Compania de Navegaçao Baiana” (Compagnia di Navigazione dello stato di Bahia). Il primo posto dove Bimba pratica la capoeira è il “Clube União em Apuros”, nell’antica “Estrada das Baiadas”, dove attualmente si trova il quartiere “Liberdade”.

Secondo Bimba la metodologia d’insegnamento in quell’epoca era molto dura. Diventa un formidabile praticante di questa antica forma di capoeira, eccellendo nelle sue abilità di combattente. A quel tempo i capoeristas erano emarginati. Il sergente di polizia Pedro de Araujo Gordilho, ‘Pedrito’, è stato per lungo tempo la paura dei capoeristas di Bahia. All’età di diciotto anni, Bimba era già considerato “Mestre” in quest’arte. Fu allora che cominciò a notare che l’arte da lui praticata stava cambiando perdendo le sue caratteristiche, poiché molti la usavano unicamente per esibirsi davanti ai turisti facendo diventare la capoeira un’attività folcloristica. Così i combattimenti reali basati sulla tecnica e sulla leatà furono soppiantati da una sorta di danza i cui movimenti di attacco era ridotti alla sola ginga (passo base della capoeira) e a nove calci.

Mestre Bimba il padre della Capoeira Regional

Mestre Bimba (1899-1974) il padre della Capoeira Regional

Mestre Bimba, in possesso di uno spirito creativo e di grande intelligenza decide di elaborare la capoeira, creando una nuova metodologia arricchendola di nuovi movimenti e di tecniche più efficaci. L’obbiettivo è quello di far diventare la capoeira più efficace, esaltandone le qualità di combattimento; Mestre Bimba tra il 1928 e il 1929, unisce i movimenti della Capoeira Angola con i movimenti traumatici e di squilibrio della lotta “Batuque” appresa dal padre, quindi aggiunge dei movimenti ideati da lui. In questo modo, Manoel do Rei Machado è l’ideatore della “Luta Regional Bahiana”, più comunemente conosciuta come Capoeira Regional Baiana, basata su 52 “golpes”.
Questo accadde, come racconta suo figlio, Mestre Nel, perché in quel periodo la capoeira era in declino: la gente stava scoprendo la boxe, il judo e altre forma di lotta orientali. Inoltre la capoeira era vietata; Mestre Bimba pensò così di fondere elementi vari presenti nelle arti marziali con il continuo movimento del corpo, con la “ginga” tipica della capoeira, ottenendo una forma di lotta, originale, efficace, più rapida e agonistica.

Nel 1932 fondò la prima scuola specializzata, l’Academia-escola de Cultura Regionale, al Engenho de Brotas a Salvador, Bahia. In precedenza, la capoeira era praticata e giocata solo per le strade. Tuttavia, la capoeira era ancora pesantemente discriminata dalla società brasiliana di classe superiore.

Nel 1936, Mestre Bimba, ricevette un invito per fare una dimostrazione nel palazzo del governatore di Bahia. Dopo il successo della presentazione tornò a casa, e con il permesso del governo, il 9 giugno 1937 la sua accademia (in realtà già attiva clandestinamente dal 1932) fu registrata ufficialmente al dipartimento di Educazione e Salute di Bahia, con la denominazione di “Centro di Cultura Fisica e Capoeira Regional”. Mestre Bimba era finalmente riuscito a convincere le autorità del valore culturale della capoeira, che portò alla fine del suo divieto ufficiale, in vigore dal 1890.
Nel 1937, ottenne per sé la registrazione come Istruttore di Educazione Fisica.

Nel 1938 iniziò dei corsi all’interno del CPOR (Centro de Preparação de Oficiais de Reserva) nel forte Barbalho a Salvador (a quanto pare, i militari furono particolarmente interessati al concetto di emboscada, il quale aveva delle implicazioni nelle tattiche antiguerriglia).

Mestre Bimba insieme al presidente del Brasile Getulio Dorneles Vargas

Mestre Bimba incontra l’allora presidente del Brasile, Getulio Dorneles Vargas

Il 23 luglio 1953 il Presidente Getulio Vargas assisteva a una presentazione di Capoeira Regional di Mestre Bimba. Il presidente affermò in quell’occasione che la capoeira è l’unico sport veramente nazionale del Brasile. Egli fece in modo inoltre che tale disciplina fosse insegnata nelle scuole, nell’esercito e nellla polizia militare. L’influenza delle metodologie militari è evidente nella Capoeira Regional; esercizi fisici, la rigida disciplina e le simulazioni d’imboscate presenti nel suo corso provenivano da pratiche militari. Con la crescita della sua opera, la capoeira si avvicina agli studenti universitari e all’alta borghesia baiana che mostrano interesse per la sua arte. Il contatto con altre arti marziali influenzano ulteriormente il suo modo di vedere e d’insegnare la capoeira. La sua nuova metodologia d’insegnamento, criticata da alcuni come un’espressione d’elite, aiuta la capoeira ad abbandonare l’immagine di nicchia destinata alla scomparsa e alla repressione e al contrario si valorizza come sport e come espressione della cultura popolare brasiliana e baiana in particolare. Alcune persone affermano che Mestre Bimba è riuscito a recuperare il valore originale che gli antichi schiavi avevano sulla capoeira.

Il Simposio di Capoeira ebbe luogo nel 1968. Mestre Bimba fece la sua comparsa nel corso della manifestazione ma verso la fine appariva deluso.

Deluso dalla mancanza di sostegno e riconoscimento per il suo lavoro a Bahia, si trasferisce nella città di Goiania (Gòiàs) nel 1973, dove morì, vittima di un infarto, il 5 febbraio dell’anno successivo. Fu seppellito in Goiàs nel cimitero Parque di Goiania, ma in ragione della sua celebrità nello stato di Bahia, le sue spoglie furono trasportate a Salvador nel 1978, dove giace tuttora.

L’intera vita di Mestre Bimba fu dedita allo studio della capoeira e alla sua valorizzazione. Con la sua morte i suoi insegnamenti e il suo impegno non si arrestarono fino ad oggi: la capoeira si diffonde ogni giorno di più in tutto il mondo.

Nel 1986 si sono commemorati 50 anni di Capoeira Regional.

Gichin Funakoshi

Fondatore del karate shotokan

(10 novembre 1868 – 26 aprile 1969)

Lo scopo ultimo del Karate Do non risiede nella vittoria o nella sconfitta,
ma nella perfezione del carattere dei suoi praticanti

Gichin Funakoshi nasce a Okinawa il 10 novembre 1868, primo anno dell’era Meiji, periodo in cui il Giappone passa dal feudalesimo all’era moderna. Egli appartiene a una famiglia di funzionari molto legata alla tradizione, malgrado una situazione economica spesso instabile.

Anko Asato

Anko Asato (1827–1906)

La sua passione per il karate, comincia quando da piccolo, verso i 12 anni, va spesso a giocare dal figlio più grande di Anko Asato, uno dei più illustri Maestri del tempo, e si stupisce delle tecniche che il padre eseguiva in giardino. L’allenamento con il Maestro era sempre durissimo, e molto spesso si svolgeva di notte, al solo chiarore di una lanterna; qui Asato insegna a Funakoshi tutti i segreti del karate con grande rigidità. I primi tempi Funakoshi doveva eseguire centinaia di volte il singolo kata o la singola tecnica, al fine di raggiungerne la perfezione. Funakoshi imparò numerosi kata da Kenwa Mabuni (fondatore dello Shito-Ryu).
Comincia così un lavoro da insegnante alla scuola di Okinawa, e continuerà a farlo per oltre 30 anni. Agli inizi del suo lavoro come insegnante, Funakoshi conosce Anko Itosu, amico di Asato, che acconsente ad insegnarli la pratica del karate, sempre sotto la guida di Asato.
Nacque così il dojo Shotokan, costruito ad Okinawa, che significa “la casa nel fruscio della pineta”.

Yoshitaka Funakoshi

Gigo Funakoshi (1906-1945)

Lo stile shotokan (Shotokan-ryu) è uno degli stili moderni del karate giapponese, nato dall’incontro di varie arti marziali, codificato dal Maestro Gichin Funakoshi e da suo figlio, il Maestro Yoshitaka Funakoshi (1906-1945).

Un termine spesso accoppiato a shotokan, è shotokai. Spesso si identifica erroneamente la parola shotokai, come un sottostile dello shotokan, ma non è così: shotokai non è altro che l’associazione (kai=associazione) mondiale che regola lo stile shotokan.
L’immagine del Maestro Gichin Funakoshi è spesso associata a quella del karate, e si considera talvolta come il “creatore del karate moderno” sebbene, storicamente, ciò non sia esatto. Si tratta di una confusione tra la modernizzazione del karate, che ha avuto luogo all’inizio del secolo XX, e la sua diffusione. Il Maestro Gichin Funakoshi è stato, di fatto, il primo a diffondere il karate dall’isola di Okinawa all’intero Giappone e, in seguito, la sua scuola di karate si è ampiamente diffusa nel mondo intero.

Jigoro Kano

Fondatore del judo

(28 ottobre 1860 – 4 maggio 1938)

Il vero valore del judo si realizza soltanto nell’animo che intende sviluppare le doti interiori e conquistare un punto di vista più elevato della realtà, al fine di autorealizzarsi per essere utile.

Jigoro Kano è nato il 28 ottobre 1860 nella località balneare di Mikage, nella prefettura di Hyogo, vicino a Kobe, in Giappone da una famiglia di noti produttori di Sakè.
Suo padre, Jirosaku Mareshiba Kano, aveva però abbandonato il mestiere tradizionale di famiglia per diventare funzionario civile presso il Ministero della Marina Militare, entrando così in contatto con molti personaggi di primo piano del mondo politico giapponese che in seguito ebbero molta influenza sulla formazione e sulla carriera del figlio.
Jigoro Kano fu, sin dalla più giovane età, un “enfant prodige” dotato di grande facilità di apprendimento ma fisicamente era un bambino esile, debole e delicato di salute.
Nel 1871 si trasferì a Tokyo con la famiglia e nel 1873 si iscrisse ad una scuola di inglese privata situata nei pressi del bosco di Shiba.
Fu in quel periodo che il giovane Jigoro Kano, contro il consiglio del suo medico, decise di fare qualcosa per migliorare la sua salute e allo stesso imparare a difendersi contro i bulli: era infatti continuamente tormentato dai compagni di scuola che, invidiosi dei successi che riportava negli studi, approfittavano della sua fragile struttura fisica (era alto solo un metro e cinquanta e pesava 48 chili) per malmenarlo, fu così che Kano cominciò ad interessarsi al jujutsu nel quale vide un modo per difendersi dalla loro brutalità.

Jigoro Kano all'età di 17

Jigoro Kano all’età di 17 anni quando iniziò a praticare jujutsu

Nel 1877 fu fondata l’Università di Tokyo e Jigoro Kano si iscrisse alla Facoltà di Lettere, nello stesso anno, grazie alla presentazione di Teinosuke Yagi (che nel frattempo gli aveva insegnato i primi rudimenti di jujutsu) divenne allievo prima di Hachinosuke Fukuda, della Tenshin Shin’yo-ryu (Scuola del vero salice divino).

Hachinosuke Fukuda

Hachinosuke Fukuda (1829-1880)

Il jujutsu praticato alla Tenshin Shin’yo-ryu, fondata da Iso Mataemon Ryukansai Minamoto no Masatari, era morbido e prediligeva l’armonia piuttosto che il combattimento, ma allo stesso tempo la peculiarità di tale stile era costituita dagli atemi-waza, ossia le tecniche di colpo (shin-no-ate – colpire o calciare punti fisiologicamente deboli del corpo) combinate con tecniche lancio, blocco articolare e tecniche di strangolamento per creare uno stile potente.
Dopo aver studiato presso la Tenshin Shin’yo-ryu, Kano si trasferisce alla scuola Kito-ryu (Scuola dell’ascesa e della caduta) a studiare sotto Tsunetoshi Iikubo. La Kito-ryu, è un antico stile di arti marziali (koryu) di jujutsu fondata da Toshinobu Ibaragi, che include nage-waza (tecniche di proiezione), atemi-waza (tecniche di colpo), kansetsu-waza (tecniche di leva articolare) e shime-waza (strangolamenti). Simile a certi stili di aikijujutsu, basa gran parte della sua filosofia su concetti come il ki e l’abilità nel saperlo controllare ed usare. Inoltre, grande peculiarità dello stile è l’uso dei kuzushi come atto propedeutico all’applicazione delle nage-waza. Era uno stile molto più morbido e caratterizzato da allenamenti moderati, con attenzione alla libertà di azione.
Dotato di ferrea volontà, Jigoro Kano fece progressi talmente rapidi ed importanti che fu ammesso alla conoscenza dei Densho, i libri segreti, in cui ogni scuola custodiva gelosamente gli insegnamenti più segreti, appunto, del Maestro fondatore.

Iikubo-sensei fu un grande Maestro per Jigoro Kano e difatti continuò ad essere il suo insegnante fino al 18°-19° Meiji (1885–1886), ovvero fintanto che Kano divenne lui stesso un insegnante. A quei tempi lui aveva 50 anni e Jigoro Kano non poteva succedergli vincendo contro di lui nel randori, ma nel 18° Meiji (1885) circa, grazie all’assidua pratica, Kano acquisì particolari abilità nell’uso del principio del kuzushi e quindi provò ad applicare nel randori prima il kuzushi e poi il waza. Iikubo-sensei era uno specialista di nage-waza della Kito-ryu, ma stranamente non riusciva a proiettare Kano poiché questi aveva già capito profondamente il principio del kuzushi. Dopo quest’esperienza Kano incominciò ad insegnare roppo-no-kuzushi (kuzushi in 6 direzioni) e happo-no-kuzushi (kuzushi in 8 direzioni) al Kodokan.
Dopo un po’ Kano riportò i risultati della sua ricerca ad Iikubo-sensei e questi ne confermò la validità. Di conseguenza suggerì a Jigoro Kano di fare randori con avversari più giovani mentre lui stesso non praticò più randori con Kano, finché un giorno gli consegnò il diploma della Kito-ryu insieme ad altre pergamene.

(Toshiro Daigo)

Intorno al 1880 Jigoro Kano ha iniziato a ripensare le tecniche di jujutsu che aveva imparato. Vide che combinando le migliori tecniche di varie scuole in un unico sistema avrebbe potuto creare un programma di educazione fisica che incarnava l’abilità mentale e fisica. Inoltre credeva che, una volta omesse le tecniche più pericolose, il jujutsu potesse essere praticato come sport competitivo.

Tempio Eisho

L’ingresso del tempio di Eisho, il luogo dove è nato il Judo Kodokan

Nel 1882 si trasferì nel Tempio shintoista di Eisho sito nel quartiere Shimoya di Tokyo, e lì attrezzò una piccola sala di dodici tatami (12×18 metri), per la pratica del jujutsu, aprirla anche ad altri studenti fu cosa quasi automatica.
Questa data, 5 giugno 1882, 15° anno dell’era Meiji, viene ufficialmente considerata la data di nascita del Kodokan, presso cui, il primo anno, si iscrissero nove allievi fra i quali il leggendario Shiro Saigo.
Tsunejiro Tomita, servitore di Kano, fu il primo allievo ad essere iscritto al Kodokan.
Il jujutsu insegnato da Kano era però qualcosa di profondamente diverso nella tecnica e nelle finalità da quello comunemente conosciuto, inoltre, vista la scarsa considerazione di cui quest’arte godeva, era bene darsi una nuova immagine.
Kano scelse per il suo metodo il nome di judo, ma per distinguersi da un’altra scuola, Jikishin-ryu, che aveva usato questo termine, completò il nome in Judo Kodokan.
Il termine Kodokan si divide in ko (lezione, studio, metodo), do (Via, percorso), e kan (sala o luogo). Quindi significa “luogo dove studiare la Via”. Allo stesso modo judo si scompone in ju (dolce, flessibile, cedevole) e do (Via, percorso) quindi la Via della flessibilità.
La devozione di Kano per il judo non ha interferito con il suo progresso accademico. Ha proseguito i suoi studi di letteratura, politica e economia politica, e si è laureato all’Università Imperiale di Tokyo nel 1881.
Jigoro Kano lavorò duramente per l’affermazione e la diffusione della sua creazione, lottando contro i pregiudizi e le derisioni delle altre scuole che consideravano inefficace il suo metodo; fu un periodo di battaglie epiche, il periodo del “Dojo Jaburi”, un’antica usanza secondo la quale una scuola poteva recarsi presso un altro Dojo, sfidarne il Maestro ed i migliori allievi e misurarsi con loro.
Se gli sfidanti vincevano, avevano il diritto di distruggere le insegne del Dojo perdente, mettendolo in ridicolo e screditandolo pubblicamente.

Shitenno- Yokoyama Sakujiro , Saigo Shiro, Tomita Tsunejiro e Yamashita Yoshitsugu

Gli shitenno (i magnifici 4) allievi di Jigoro Kano: Yokoyama, Saigo, Tomita e Yamashita

Il Kodokan fu oggetto di svariati Dojo Jaburi, ma, grazie a figure leggendarie come Tsunejiro Tomita, Shiro Saigo, Yamashita Yoshiaki e Yokoyama Sakujiro, ne uscì sempre a testa alta.
La vittoria definitiva giunse nel 1886 quando, a causa della rivalità tra le scuole di jujutsu e judo, fu organizzato, dal comandante della Polizia Metropolitana di Tokyo, un torneo per determinare l’arte superiore. Il Kodokan sconfisse in un match epico una delle più famose scuole di jujutsu, quella di Hikosuke Totsuka; questo sancì la supremazia non solo morale ma anche tecnica del Kodokan che da allora si espanse sempre più, cambiando varie sedi.
Sezioni del Kodokan furono aperte a Nirayama, Edajima e Kyoto.
La categorizzazione del Judo Kodokan è stata completata circa 1887. La sua struttura come arte marziale era tale da poter essere praticato come sport competitivo. Colpi, calci, certe leve articolari, e altre tecniche troppo pericolose per le competizioni, venivano insegnate solo agli ordini superiori.
Il Kodokan e il judo si imposero e il dojo di Tokyo si ingrandiva di anno in anno. In pochi anni il metodo di Jigoro Kano catturò l’attenzione del Ministero dell’Istruzione nipponico.
Quest’ultimo cominciò a prendere in considerazione i meriti delle varie scuole di jujutsu con l’intento di inserire questa arte marziale tra le materie di studio accanto alla educazione fisica. Ben presto il judo divenne materia integrante di studio nelle Scuole di tutto il Paese, e dovunque in Giappone si tenevano gare di judo.
A partire dal 1889 Jigoro Kano lascia il Giappone per visitare l’Europa e gli Stati Uniti. Ha viaggiato all’estero otto volte per insegnare judo e più volte per partecipare alle Olimpiadi e le riunioni di commissione. Spesso a fronte di estremo disagio, molti degli studenti di Jigoro Kano dedicarono la loro vita a sviluppare judo in paesi stranieri.
I migliori allievi cominciarono a viaggiare per il mondo: Yamashita andò in America; in Inghilterra troviamo Gunji Koizumi (Maestro di jujutsu poi convertito al judo), in Francia Kawaishi (che elaborò un suo personalissimo metodo tutt’oggi famoso): più tardi (è quasi storia attuale) Ichiro Abe e Michigami sempre in Francia, Ken Noritomo Otani, Tadashi Koike, e Katsuyoshi Takata in Italia.

Sei Ryoku Zen Yo e Ji Ta Kyo Ei

Sei Ryoku Zen Yo e Ji Ta Kyo Ei, le massime fondamentali del judo kodokan

Le massime fondamentali del Judo Kodokan, Sei Ryoku Zen Yo (massima efficienza con il minimo sforzo) e Ji Ta Kyo Ei (prosperità e mutuo benessere), sottolineano la formazione morale e spirituale, oltre alla preparazione fisica di judo. Il fine ultimo del judo era la perfezione dell’individuo in modo che potesse essere di valore per la società. Questa fase spirituale sviluppata gradualmente fu completata intorno al 1922, nello stesso anno venne fondata la Kodokan Judo Cultural Society.
Nel corso della sua vita, Jigoro Kano ha conseguito un dottorato in judo, un grado equivalente al dodicesimo dan, assegnato solamente all’ideatore del Judo Kodokan. Ha sempre lavorato per garantire lo sviluppo dell’atletica e lo sport giapponese in generale, e di conseguenza è spesso chiamato il “Padre degli sports giapponesi”. Nel 1935, gli è stato conferito il premio Asahi per il suo eccezionale contributo all’organizzazione dello sport in Giappone durante la sua vita.
Mentre tornava a casa da una riunione del CIO al Cairo, dove riuscì ad avere Tokyo designato come sito per le Olimpiadi 1940, e dopo una vita dedicata al judo, Jigoro Kano morì di polmonite a bordo della SS Hikawa Maru il 4 maggio 1938, all’età di 78 anni.
Ci ha lasciato in eredità la sua meravigliosa creatura: continuiamo a nutrirla con amore.

Gunji Koizumi

Il padre del judo britannico

(8 luglio 1885 – 15 aprile 1965)

Il judo ha la natura dell’acqua

L’acqua scorre per raggiungere un livello equilibrato.
Non ha forma propria, ma prende quella del recipiente che la contiene.
È indomabile e penetra ovunque.
È permanente ed eterna come lo spazio e il tempo.
Invisibile allo stato di vapore,
ha tuttavia la potenza di spaccare la crosta della terra.
Solidificata in un ghiacciaio, ha la durezza della roccia.
Rende innumerevoli servigi e la sua utilità non ha limiti.
Eccola, turbinante nelle cascate del Niagara,
calma nella superficie di un lago,
minacciosa in un torrente
o dissetante in una fresca sorgente scoperta un giorno d’estate.

Questo è il principio del judo.

Il Maestro Gunji Koizumi scrisse questa lirica presumibilmente dopo l’incontro avuto col Maestro Jigoro Kano. Questo grande evento avvenne in Inghilterra nel 1920. Di certo risulta che, in passato, molti Maestri, studiosi, hanno cercato di attribuire all’ideogramma “ju” diversi significati, quali ad esempio: morbido, debole, trattabile, sottomesso, gentile, armonioso, cedevole, adattabile, ecc.. Le traduzioni più significative del “ju” acquisite allora dalle più importanti scuole di jujutsu erano “contrapposto al duro” o “adattabile”. Questo “principio di adattabilità” (ju-no-ri), che anche il Prof. Kano studiò a fondo nei suoi aspetti pratici, suggerì al Maestro Gunji Koizumi la meravigliosa poesia: “Il judo ha la natura dell’acqua”.
Il Maestro Gunji Koizumi, era affettuosamente chiamato “G. K.” e a buon diritto è ritenuto il “Padre del Judo Britannico”.
Uomo di immancabile cortesia, i suoi due tratti più rilevanti erano l’assoluta integrità morale e la ferrea determinazione. Era un uomo elegante non solo nell’aspetto, ma anche nel comportamento.
Koizumi è nato l’8 luglio 1885, nel villaggio di Komatsuka Oaza, circa 20 miglia a nord di Tokyo, nella Prefettura di Ibaraki, Giappone. Egli era il figlio minore di un contadino, Shukici Koizumi, e sua moglie Katsu. Aveva un fratello maggiore, Chiyokichi e una sorella minore, Iku.
Nel 1897, all’età di 12 anni, Koizumi ha iniziato la formazione nell’arte del kenjutsu a scuola ed in quegli anni inizia, di sua spontanea volontà, ad imparare l’inglese da un vicino che aveva trascorso qualche tempo in America.
In quanto figlio più giovane della famiglia, Koizumi aveva l’opzione di aprire una propria azienda o andare in adozione ad una famiglia senza un erede maschio, secondo i costumi dell’epoca in Giappone, ma a Koizumi non piaceva nessuna delle due ipotesi. Nel luglio del 1900, poco prima di compiere 15 anni, lascia la sua casa per cercare fortuna a Tokyo, dove si iscrive come telegrafista tirocinante nell’ambito di un programma del governo. Nel 1901, ha iniziato a praticare il jujutsu sotto la guida del Maestro Tago Nobushige alla Tenshin Shin’yo-ryu. Una volta qualificato come telegrafista ha lavorato per un po’ a Tokyo prima di prendere un lavoro alle ferrovie in Corea. Nel 1904, si allena sotto la guida del Maestro Yamada Nobukatsu, un ex samurai. A questo punto, Gunji Koizumi aveva deciso che voleva studiare l’elettricità, e che il posto migliore per farlo erano gli Stati Uniti d’America. Viaggia attraverso Shanghai, Hong Kong, Singapore e India. A Singapore, nel 1905, studia con il Maestro Tsunejiro Akishima.
Il 4 maggio 1906, con un bagaglio tecnico di arti marziali vastissimo (in special maniera per il kenjutsu) per i suoi precedenti studi, Gunji Koizumi è arrivato a Mostyn, Galles del Nord, a bordo della SS Romsford. Si è poi recato a Liverpool, dove ha assunto la carica di docente presso la Kara Ashikaga Jujitsu School, per poi spostarsi a sud, a Londra, dove ha collaborato con l’istruttore Sadakazu Uyenishi al Bartitsu Club. Durante questo periodo Koizumi ha anche insegnato jujutsu al Politecnico di Londra e per il Royal Naval Volunteer Reserve. Dopo diversi mesi, partì per New York, arrivando a maggio 1907, ed assicurandosi un lavoro nella Railway Company Newark Public Service, ma dopo alcuni anni, insoddisfatto della vita negli Stati Uniti, torna in Inghilterra nel 1910. Tenta di avviare una società di illuminazione elettrica a Vauxhall Road, Londra, ma mancano i fondi sufficienti.

Nel 1918, a proprie spese, Koizumi apre a Londra il Budokwai per lo studio e la pratica del jujutsu, del kenjutsu e altre arti marziali; e fin da allora il Budokway è stato il centro riconosciuto del Judo Britannico e mèta di numerosissimi judoka del continente.

Yukio Tani

Yukio Tani (1881–1950)

Nel 1920, Jigoro Kano, fondatore del Judo Kodokan, durante il viaggio verso le Olimpiadi di Anversa, visita il Budokwai. Dopo alcune discussioni, Koizumi e Yukio Tani (un altro istruttore del Budokwai), influenzati dalle finalità educative del Metodo Kano, decidono di cambiare il loro sistema di insegnamento ed aderiscono al Kodokan, e Kano, in riconoscimento della loro tecnica assegna ad entrambi il grado di 2° Dan e da allora in poi il judo entra a far parte dei programmi di insegnamento del Budokwai di Londra sancendo di fatto la nascita del judo britannico.
Nel 1948 viene costituita la British Judo Association (BJA) con Gunji Koizumi come Presidente. L’intento era quello di unificare il judo britannico e di stabilire un metodo che potesse produrre campioni di judo di livello internazionale.
Lo stesso anno, sempre su iniziativa del Budokwai, in occasione dei Giochi della XIV Olimpiade di Londra, fu convocata una conferenza internazionale presso il New Imperial College a South Kensington. Parteciparono le federazioni di Gran Bretagna, Italia, Paesi Bassi e Svizzera che decisero di costituire la European Judo Union (EJU).
Sempre nel 1948 Koizumi raggiunge il grado di 6° Dan.

Sede Budokwai fondato nel 1918 da Gunji Koizumi

L’attuale sede del Budokwai, fondato nel 1918 da Gunji Koizumi.

Nel 1951, anno dei Primi Campionati Europei di Judo il Maestro Gunji Koizumi è graduato 7° Dan.
Il 19 settembre 1954, il Budokwai si trasferisce in nuovi locali più ampi. Poco dopo, Gunji Koizumi tornò in Giappone per la prima volta dopo 50 anni. La sorella, i parenti ed una delegazione del Kodokan guidata dal suo Presidente Risei Kano (uno dei figli di Jigoro Kano), lo hanno ricevuto in aeroporto. Trattato come un ospite d’onore al Kodokan, finita la sua visita Koizumi torna nel Regno Unito.
Il 15 aprile 1965, il Maestro Gunji Koizumi muore suicida. Viene trovato nella sua casa con addosso il suo vestito migliore, seduto nella sua poltrona preferita, accanto alla stufa a gas e con un sacchetto di plastica sulla testa.
La morte di Koizumi ha scioccato la comunità del judo di tutto il mondo causando molte polemiche. Alcuni considerano il suo suicidio disonorevole, mentre altri sostengono che la sua morte rispecchi quella di un onorevole samurai. Grant (1965) ha indicato che Koizumi era stato promosso a 8° Dan prima di morire, ma Fromm e Soames (1982) hanno dichiarato che il Kodokan lo promosse a 8° Dan postumo.
Negli ultimi anni della sua vita, considerandosi “a riposo” amava definirsi esperto in kuchi-waza (tecnica del parlare).

Morihei Ueshiba

Fondatore dell'aikido

(14 dicembre 1883 – 26 aprile 1969)

Non esiste nemico nell’aikido.

Vi sbagliate se pensate che il Budo (arte marziale orientata in senso spirituale) significhi avere avversari e nemici ed essere forti e farli cadere.

Non ci sono né avversari né nemici per il vero Budo. Il Budo è una cosa sola con l’universo. Colui che ha penetrato il segreto dell’aikido ha l’universo in se stesso, e può dire “Io sono l’universo”. Io non sono mai stato sconfitto, per quanto velocemente il nemico potesse attaccare.

Questo non perché la mia tecnica è più veloce, non è un fatto di rapidità: il combattimento è finito prima di cominciare. Quando un nemico cerca di combattere con me, egli deve rompere l’armonia dell’universo, perciò nel momento in cui gli sorge l’idea di lottare, egli è già battuto: non c’è una misura del tempo veloce o lento.

Aikido è non resistenza, esso è sempre vincente.

Se il cuore è aperto e puro, non c’è spazio per il danno; e al livello più profondo, amore e volontà sono una cosa sola.

Morihei Ueshiba Casa Natale

Il luogo della casa natale di O’sensei Morihei Ueshiba

Morihei Ueshiba, fondatore dell’aikido, è nato il 14 dicembre 1883 in una famiglia contadina in una zona della Prefettura di Wakayama ora conosciuto come Tanabe, una cittadina non lontana da Osaka, dal padre Yoroku Ueshiba e dalla madre Yuki Itokawa, famiglia legata al clan dei Takeda. È il quarto di cinque figli e unico maschio e quindi accolto con grande gioia, come un “dono del tempio di Kumano” di Yoroku Ueshiba, un piccolo proprietario terriero e funzionario politico del locale consiglio comunale.
Dal padre Yoroku, ha ereditato la determinazione di un samurai e l’interesse negli affari pubblici, e da sua madre, un intenso interesse per la religione, la poesia e l’arte. Nella sua prima infanzia, Morihei era piuttosto debole e malaticcio, che ha portato alla sua preferenza di stare in casa a leggere libri invece di giocare fuori. Già all’età di otto anni, Morihei, iniziò lo studio dei classici cinesi sotto la guida di un prete della setta Shingon, Mitsujo Fujimoto (Ueshiba lo rammentava tra suoi maestri come “Mitsunori san del tempio di Jizo), e amava ascoltare le leggende miracolose dei santi taumaturgici “En no Gyoja” e “Kobo Daishi”, e si appassionò ai riti esoterici del Buddismo e allo stesso tempo apprendeva direttamente dalla viva voce della madre le leggende del monte Kumano.

Allo stesso tempo, il padre, per contrastare la sua fragilità e le sue tendenze mistiche, gli racconta le storie del bisnonno di Morihei “Kichiemon”, che si dice, essere stato uno dei più forti samurai del suo tempo, e lo incoraggia a praticare il sumo e il nuoto per irrobustire il proprio corpo.
Già dimostrava tuttavia capacità fisiche potenziali ed era considerato un esperto di pesca con l’arpione, arte appresa dal maestro Shingo Suzuki e che il figlio Kisshomaru ipotizza sia all’origine della rinomata abilità con la lancia acquisita più tardi.
S’iscrisse, ancora adolescente alla scuola Soroban di matematica e andò a lavorare presso il locale ufficio delle imposte. Qui entrò in contrasto con l’amministrazione per delle norme, a suo giudizio inique, che tassavano i pescatori e i contadini, indignandosi per le loro condizioni di lavoro, così si dimise e divenne il portavoce del movimento di protesta e partecipando alle manifestazioni per la riforma delle leggi che regolano la pesca. Nel periodo che segue le dure repressioni, il padre, notabile in paese cercò di indirizzarlo verso altri settori e fu così che nel 1902, finiti gli studi, Morihei si recò a Tokyo, dove fonda la “Compagnia Ueshiba” con lo scopo di commercializzare i propri articoli di libreria presso gli studenti del quartiere, attività che chiuse dopo pochi mesi.
A Tokyo, probabilmente impressionato dalla vicenda che vede coinvolto il padre picchiato a sangue da una banda di teppisti assoldati dai suoi avversari politici, inizia ad approfondire lo studio delle arti marziali per difendere se stesso e i suoi cari, mostrando subito una spiccata predisposizione per queste. Frequenta varie scuole e impara diversi stili di jujutsu, frequentando le scuole Tenshin Shin’yo Ryu (la stessa frequentata dal Maestro Jigoro Kano, fondatore del Judo Kodokan) con il Maestro Tokusaburo Tozawa e Kito-ryu, e la scuola di scherma giapponese al dojo Shinkage-ryu,

Morihei Ueshiba e la moglie Itogawa Hatsu

Morihei Ueshiba e la moglie Itogawa Hatsu

Colpito da un grave attacco di beri-beri (avitaminosi propria dei paesi ove è molto diffusa l’alimentazione con riso brillato – Cina, Giappone, Indie) è costretto a rientrare in famiglia a Tanabe, dove all’età di diciannove anni si sposò con Itogawa Hatsu.
Ripresosi dalla malattia, Morihei Ueshiba, decide di migliorare l’efficienza del proprio corpo riforgiandolo. Ciò avverrà applicandosi con caparbietà e rigore in un duro lavoro basato sul miglioramento della condizione fisica e sulla ricerca e potenziamento della forza pura. All’età di venti anni, non è ancora soddisfatto dei progressi già ottenuti (definiti da tutti comunque notevoli) e, quindi, intraprende lo studio della sciabola nell’ambito della Yagyu-ryu (sicuramente una delle più note all’interno del Giappone e oggi anche all’esterno del paese).
Con l’arrivo della guerra Russo-Giapponese, Morihei Ueshiba decise di arruolarsi nell’esercito senza riuscire a soddisfare i requisiti minimi di altezza per un solo centimetro (misurava 1.56). Nonostante fosse sconvolto decise di non rassegnarsi e recatosi nelle foreste, si fece sospendere a degli alberi con grossi pesi alle caviglie, in modo da allungare la colonna vertebrale.
Fu accettato a una seconda visita e fu arruolato nel 61° Reggimento di Fanteria di Wakayama dove, una volta partito per la guerra con la Russia, si guadagnò una solida reputazione sul campo negli scontri in Manciuria, distinguendosi per la propria condotta e ottenendo i gradi di Sergente. La sua attitudine al combattimento è notevole, tale da far si che i suoi compagni lo definiscano, con una sorta di soprannome, “Heita no kami sama” (Dio dei soldati), per le capacità a mani nude e nel maneggio della baionetta (Jukendo) mettendo in mostra abilità straordinarie nel prevenire gli attacchi.
Al di là dell’attitudine marziale, e nonostante la raccomandazione del comandante per l’Accademia Militare Nazionale, la guerra non è nei pensieri del Maestro e dopo quattro anni si dimise dall’esercito preferendo alla possibile carriera militare il lavoro dei campi nella fattoria di famiglia.

Questa scelta non gli farà dimenticare le arti marziali e il proprio impegno in questo senso, infatti, nel 1908 si guadagnò il suo primo Memkyo (diploma d’insegnamento) per le arti marziali dal Maestro Masakatsu Nai dello Yagyu-ryu.
Il padre trasformò il granaio della fattoria in un Dojo e invitò il Maestro Kiyoichi Takagi a insegnare judo al figlio. Durante questo periodo, il giovane Ueshiba divenne più forte e scoprì che possedeva grandi capacità. Allo stesso tempo, è diventato più interessato negli affari politici. Nella primavera del 1912, all’età di ventinove anni, il governo lanciò un appello affinché dei volontari andassero a vivere nella zona sottosviluppata di Hokkaido, Morihei riunì ottanta membri del suo villaggio e insieme alla moglie e alla figlia di due anni, partì guidando la spedizione. S’insediarono nella fredda regione del nord-est, vicino al villaggio di Shirataki, per i primi tre anni la vita fu durissima, ma all’improvviso crebbe la richiesta di legname e il paese prosperò. Morihei fu eletto membro del consiglio del villaggio con l’appellativo: “Il re di Shirataki”.

Takeda Sokaku

Takeda Sokaku (1859-1943)

È durante questo periodo che, nel 1915 a Engaru, incontra Sokaku Takeda, Maestro di Daito-ryu Aikijujutsu, trentacinquesimo successore della Daito-ryu, considerato da molti uno degli ultimi veri samurai, personaggio indubbiamente complesso, che segna profondamente il cammino marziale di Ueshiba nel quale riconosce qualità elevate.
Sokaku Takeda si convince di poter trasmettere a Ueshiba le tecniche segrete del Daito-ryu. Morihei Ueshiba si fermò a Engaru fino all’ottenimento, in un tempo relativamente molto breve, del diploma Shoden Mokuroki (relativo alle 118 tecniche di base). Il Daito-ryu contiene, in gran parte, l’essenza tecnica dell’aikido che conosciamo, esso è, di certo, una utilitaristica e pura disciplina di combattimento ma Morihei Ueshiba seppe vedere oltre e utilizzarlo per trasformare completamente la propria pratica.
Dopo circa un mese, Ueshiba tornò a Shirataki, dove costruì un dojo e invitò Takeda Sokaku a viverci.

Onisaburo Deguchi guida spirituale di Morihei Ueshiba

Onisaburo Deguchi (1871-1948) Co-fondatore della religione Omoto-kyo e guida spirituale di Morihei Ueshiba

Nel 1919, dopo aver saputo che suo padre era gravemente malato, Ueshiba dopo aver venduto la maggior parte delle sue proprietà e lasciato il dojo a Takeda decide di partire per Tanabe lasciando definitivamente Hokkaido, ma durante il viaggio decide di fermarsi ad Ayabe, quartier generale della nuova setta shintoista chiamata Omoto-kyo, allo scopo di ottenere una preghiera speciale per suo padre e qui incontrerà una persona che segnerà profondamente la sua vita, Deguchi Onisaburo, capo carismatico della nuova religione attraverso il quale prende coscienza che la natura della forma e della tecnica è all’interno dell’energia spirituale, traendone ispirazione nella sua evoluzione. Morihei Ueshiba rimasto affascinato da Onisaburo, decide di fermarsi tre giorni aggiuntivi ad Ayabe, purtroppo troppi, infatti, una volta tornato a casa scoprì che nel frattempo suo padre era morto (2 gennaio 1920).
Duramente colpito a livello emotivo, decide di affinare i propri studi di meditazione e tre mesi dopo, una volta venduta la sua terra ancestrale, riparte per il tempio dell’Omoto-kyo ad Ayabe.

Il 1920 fu un anno terribile: morirono i suoi due figli a poca distanza, Takamori di tre anni e Kunji di uno colpiti da una malattia virale. Il solo figlio che sopravvisse fu Kisshomaru (nato nel 1921).
I successivi otto anni Morihei Ueshiba rimase ad Ayabe sotto la guida del Maestro Deguchi Onisaburo per studiare le dottrine dell’Omoto-kyo, specialmente il chinkon-kishin, “che calma lo spirito e ritorna al divino”.
Un pacifista, Deguchi era un sostenitore della resistenza non violenta e del disarmo universale. È stato notato per aver detto, “armamento e la guerra sono i mezzi con cui i proprietari terrieri ei capitalisti fanno il loro profitto, mentre i poveri soffrono”. È interessante che un uomo di questa natura si trovi così vicino a un artista marziale, come Ueshiba. Tuttavia, non ci volle molto per Deguchi per rendersi conto che il proposito di Ueshiba sulla terra era “per insegnare il vero significato del Budo: fine a ogni lotta e discordia”.
È importante rilevare che l’aikido in origine è intrinsecamente permeato dai principi dell’Omoto Kyo, e che questi sono alla base di una concezione “umanistica” della pratica marziale che Ueshiba sintetizzerà. Lo studio di Omoto-kyo e la sua associazione con Onisaburo hanno profondamente influenzato la vita di Ueshiba che dichiarò che, mentre Saokaku Takeda gli aprì gli occhi sull’essenza del Budo, la sua illuminazione è arrivata dalle sue esperienze con Omoto-kyo.
Nel frattempo Sokaku Takeda continuò a visitare Morihei fino alla sua morte nel 1934, e gli diede nel 1922 il diploma Kyoju Dairi, grado d’istruttore che lo certifica quale rappresentante della Daito-ryu.

Onisaburo consigliò a Morihei Ueshiba di creare un proprio stile, differente da quello di Sokaku, che creasse un metodo armonico tra gli uomini, Ueshiba aprirà quindi un proprio dojo a Tokyo, dove inizierà a insegnare l’aiki-budo, specchio del Daito-ryu e scheletro dell’aikido.
Questo grande lavoro e coinvolgimento, sommato a un’austerità nel modello di vita, porta il Maestro Ueshiba sempre più vicino a una rivelazione di tipo mistico. Il momento avviene nel 1925, dopo un combattimento a scopo dimostrativo con un ufficiale di marina. Durante il combattimento dimostra l’impossibilità di essere colpito, il Maestro racconterà che una sorta di preveggenza gli aveva permesso di intuire la provenienza dei colpi prima che questi fossero inferti, al termine della dimostrazione subisce quella che si potrebbe definire un’illuminazione:

“L’origine del vero Budo è l’amore universale e spirituale”.

“Il Budo non è vincere con la forza contro un avversario, ma conservare la pace nel mondo temporale e spirituale”.

Aikikai Foundation Ibaraki Branch Dojo and Aiki Shrine, Kasama-Shi

Ibaraki Shibu Dojo, nel villaggio di Iwama, Prefettura di Ibaraki. Il Dojo di O’Sensei Morihei Ueshiba, fondatore dell’Aikido.

Nel 1931 inizia l’attività nel Dojo Kobukan a Wakamatsu-cho, Shinjuku di Tokyo che diventerà poi il centro mondiale dell’aikido (Hombu Dojo Aikikai).
Fino allo scoppio della seconda guerra mondiale, Morihei insegnò incessantemente, poi durante la guerra, nel 1942, presumibilmente a causa di un comando divino, decise di tornare ai campi coltivati. Egli aveva spesso detto che “Budo e l’agricoltura sono uno”. La guerra aveva svuotato il Kobukan, e lui era stanco della vita cittadina. Lasciando il Kobukan nelle mani di suo figlio Kisshomaru, si trasferisce nella Prefettura di Ibaraki nel villaggio di Iwama. Qui costruisce un dojo all’aperto e l’ormai famoso santuario Aiki.
Iwama è considerato da molti come il luogo di nascita del moderno aikido, “la Via dell’Armonia”. Prima di allora, il suo sistema era stato chiamato aikijutsu, poi aikibudo, ancora principalmente un’arte marziale piuttosto che un percorso spirituale. Dal 1942 (quando il nome aikido è stato utilizzato per la prima formalmente) al 1952, Ueshiba ha consolidato le tecniche e perfezionato la filosofia religiosa dell’aikido.

Kisshomaru Ueshiba figlio di Morihei Ueshiba

Kisshomaru Ueshiba (1921–1999)

Dopo la guerra, l’aikido cresce rapidamente al Kobukan (ora chiamato Hombu Dojo) sotto la direzione di Kisshomaru Ueshiba. Morihei Ueshiba era diventato famoso come “O’Sensei” (Gran Maestro), ricevendo molte decorazioni dal governo giapponese. Fino alla fine della sua vita, O’Sensei affinò e migliorò la sua “Via”, senza mai perdere la sua dedizione per il duro allenamento.
All’inizio della primavera del 1969, O’Sensei Morihei Ueshiba si ammalò. La mattina presto del 26 aprile 1969, l’ottantaseienne O’Sensei prese la mano di suo figlio Kisshomaru, sorrise e disse: “Abbi cura delle cose” e morì. Due mesi più tardi, Hatsu, sua moglie di sessantasette anni, lo seguì. Le ceneri del fondatore dell’aikido, O’Sensei Morihei Ueshiba, sono sepolte nel tempio di famiglia a Tanabe.