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Capoeira

Mestre Pastinha

Fondatore della prima scuola di Capoeira Angola

(5 aprile 1889 – 13 novembre 1981)

Capoeira è tutto ciò che la bocca mangia

Mestre Pastinha fondatore della prima scuola di Capoeira Angola

Mestre Pastinha (1889–1981) fondatore della prima scuola di Capoeira Angola

Vicente Ferreira Pastinha nacque il 5 aprile 1889 nella città di Salvador (Bahia). Nato in una famiglia povera, suo padre, Jose Senor Pastinha era un commerciante d’origine spagnola, proprietario di un piccolo magazzino nel centro storico di Salvador, mentre sua madre, Dona Maria Eugenia Ferreira, era una bahiana di colore.

Ricordato come Mestre Pastinha, cominciò ad apprendere la capoeira a otto anni, con il maestro africano di nome Benedito, che gliela insegnò come forma di autodifesa dal bullismo dei ragazzi più grandi.
A dodici anni, sotto la spinta del padre, entrò in Marina, dove insegnò ai suoi compagni la capoeira, fino al 1910, quando lasciò l’impiego militare, e incominciò ad insegnare capoeira a Raymundo Aberrê, lavorando anche per il giornale “Diário da Bahia”.

Mestre Pastinha fu il custode della Capoeira Angola (la Capoeira tradizionale). Dedicò tutta la sua vita all’insegnamento di questa arte afro-brasiliana. Uomo di grandi qualità artistiche e di capacità di adattamento alle avversità della vita, svolse varie attività, tra cui lustratore di scarpe, pittore di talento, poeta popolare, giornalista. Nel 1941 fu invitato dal suo allievo Aberre a partecipare alla tradizionale roda della domenica nel quartiere di Gengiborra.
Durante quell’occasione conobbe il maestro Amorzinho, un membro della Guardia Civil, anch’egli capoeirista. Amorzinho impressionato dall’eleganza e dallo stile di gioco di mestre Pastinha, lasciò a quest’ultimo il comando della roda e lo spinse ad aprire un centro di insegnamento della Capoeira. Fu così che in quell’anno sorse il CECA (Centro sportivo di Capoeira Angola), in largo Pelourinho 19, dove si formarono grandi maestri di capoeira come João Oliveira dos Santos (Mestre João Grande), João Pereira dos Santos (Mestre João Pequeno), Mestre Curiò, Gildo Lemos Couto (Mestre Gildo Alfinete), Albertino da Hora, Raymundo das Virgens Natividade (Mestre Natividade) e altri nomi illustri del mondo della Capoeira. Inoltre con Mestre Pastinha, il mondo intellettuale si interessò alla capoeira, valorizzandola, attraverso scrittori, pittori, filosofi e antropologi come Jorge Amado, Caribè, Jean-Paul Sartre, Pierre Vergert e l’attore Jean Paul Belmondo.

Capoeira Angola - Mestra Pastinha

Il libro Capoeira Angola di Mestre Pastinha

Nel 1964 Mestre Pastinha pubblicò il libro “Capoeira Angola” e incise un disco con ritmi e canti tradizionali di Capoeira Angola. Egli diffuse il proprio gruppo di capoeira in tutto il Brasile e nel 1966 rappresentò il Brasile al I° Festival Mondiale dell’Arte Nera in Senegal, nella città di Dakar, ricevendo vari apprezzamenti dai partecipanti e promotori del Festival.
Mestre Pastinha dedicò la vita intera lottando per l’arte della capoeira, ma non ottenne i riconoscimenti ed il rispetto meritati.
Nel 1971, già malato e quasi cieco, fu obbligato ad abbandonare la sua palestra, per ristrutturazioni di tutto il Pelorinho, con la promessa che alla conclusione dei lavori sarebbe potuto ritornare nella sua academia, nel frattempo venne alloggiato in una stanza umida e senza finestre, situata nella rua Alfredo Brito n. 4 – Pelorinho, soggiorno che fece peggiorare le sue precarie condizioni di salute.
Mestre Pastinha venne a conoscenza che il palazzo era terminato e al posto della sua palestra venne costruito un Ristorante e che da quel momento tutta la struttura apparteneva al Senac (Serviço Nacional de Aprendizagem Comercial), il Mestre cadde in una profonda depressione, il suo stato di salute debilitato si aggravò.

Nel 1979 fu colpito da un edema celebrale e dopo un anno di ricovero in un ospedale pubblico fu trasferito nella clinica Don Pedro II.
Il 13 novembre del 1981 morì cieco e solo all’età di novantadue anni una delle personalità più importanti nella storia della capoeira.

Mestre Bimba

Il padre della Capoeira Regional

(23 novembre 1899 – 5 febbraio 1974)

Non avere paura di andare vicino all’avversario.
Più vicino sei, più impari

Mestre Bimba il padre della Capoeira Regional

Mestre Bimba (1899-1974) il padre della Capoeira Regional

Manoel dos Reis Machado, meglio conosciuto come Mestre Bimba, è nato nel quartiere “Engenho Velho de Brotas”, nella città di Salvador (Stato di Bahia) il 23 novembre 1899, ma non è stato registrato ufficialmente fino al 1900, generando una certa confusione sulla sua data di nascita. Nonostante sia nato nel 1899, il 1900 è la data più comunemente nota e pubblicata.

Figlio di Luiz Candido Machado, un “cabloco” (discendente Afro e“Indios”) di Feira de Santana e di Maria Martinha do Bonfim, creola della città di Cachoeira. Appena nato riceve il suo “apelido” (soprannome), mondialmente conosciuto e legato alla storia della capoeira: “Bimba”. Sua madre e l’ostetrica avevano scommesso riguardo al sesso del bambino, prima della sua nascita. L’ostetrica credeva che sarebbe stato un maschio e la madre invece era convinta sarebbe stata una bambina. Al momento del parto, la levatrice guardando tra le gambe del neonato esclama: “È un maschio, guarda la sua ‘bimba’!” (Bimba infatti è un riferimento agli organi genitali maschili) ponendo fine alla scommessa e all’attesa.

Mestre Bimba, impara l’arte della lotta da suo padre, famoso lottatore e campione di “batuque” (un’antica forma di danza negra accompagnata da strumenti a percussione e relativo accompagnamento un tempo diffusa in Bahia). A dodici anni, Bimba inizia ad imparare la “Capoeira Angola”, con l’africano “Bentinho”, allora Capitano della “Compania de Navegaçao Baiana” (Compagnia di Navigazione dello stato di Bahia). Il primo posto dove Bimba pratica la capoeira è il “Clube União em Apuros”, nell’antica “Estrada das Baiadas”, dove attualmente si trova il quartiere “Liberdade”.

Secondo Bimba la metodologia d’insegnamento in quell’epoca era molto dura. Diventa un formidabile praticante di questa antica forma di capoeira, eccellendo nelle sue abilità di combattente. A quel tempo i capoeristas erano emarginati. Il sergente di polizia Pedro de Araujo Gordilho, ‘Pedrito’, è stato per lungo tempo la paura dei capoeristas di Bahia. All’età di diciotto anni, Bimba era già considerato “Mestre” in quest’arte. Fu allora che cominciò a notare che l’arte da lui praticata stava cambiando perdendo le sue caratteristiche, poiché molti la usavano unicamente per esibirsi davanti ai turisti facendo diventare la capoeira un’attività folcloristica. Così i combattimenti reali basati sulla tecnica e sulla leatà furono soppiantati da una sorta di danza i cui movimenti di attacco era ridotti alla sola ginga (passo base della capoeira) e a nove calci.

Mestre Bimba il padre della Capoeira Regional

Mestre Bimba (1899-1974) il padre della Capoeira Regional

Mestre Bimba, in possesso di uno spirito creativo e di grande intelligenza decide di elaborare la capoeira, creando una nuova metodologia arricchendola di nuovi movimenti e di tecniche più efficaci. L’obbiettivo è quello di far diventare la capoeira più efficace, esaltandone le qualità di combattimento; Mestre Bimba tra il 1928 e il 1929, unisce i movimenti della Capoeira Angola con i movimenti traumatici e di squilibrio della lotta “Batuque” appresa dal padre, quindi aggiunge dei movimenti ideati da lui. In questo modo, Manoel do Rei Machado è l’ideatore della “Luta Regional Bahiana”, più comunemente conosciuta come Capoeira Regional Baiana, basata su 52 “golpes”.
Questo accadde, come racconta suo figlio, Mestre Nel, perché in quel periodo la capoeira era in declino: la gente stava scoprendo la boxe, il judo e altre forma di lotta orientali. Inoltre la capoeira era vietata; Mestre Bimba pensò così di fondere elementi vari presenti nelle arti marziali con il continuo movimento del corpo, con la “ginga” tipica della capoeira, ottenendo una forma di lotta, originale, efficace, più rapida e agonistica.

Nel 1932 fondò la prima scuola specializzata, l’Academia-escola de Cultura Regionale, al Engenho de Brotas a Salvador, Bahia. In precedenza, la capoeira era praticata e giocata solo per le strade. Tuttavia, la capoeira era ancora pesantemente discriminata dalla società brasiliana di classe superiore.

Nel 1936, Mestre Bimba, ricevette un invito per fare una dimostrazione nel palazzo del governatore di Bahia. Dopo il successo della presentazione tornò a casa, e con il permesso del governo, il 9 giugno 1937 la sua accademia (in realtà già attiva clandestinamente dal 1932) fu registrata ufficialmente al dipartimento di Educazione e Salute di Bahia, con la denominazione di “Centro di Cultura Fisica e Capoeira Regional”. Mestre Bimba era finalmente riuscito a convincere le autorità del valore culturale della capoeira, che portò alla fine del suo divieto ufficiale, in vigore dal 1890.
Nel 1937, ottenne per sé la registrazione come Istruttore di Educazione Fisica.

Nel 1938 iniziò dei corsi all’interno del CPOR (Centro de Preparação de Oficiais de Reserva) nel forte Barbalho a Salvador (a quanto pare, i militari furono particolarmente interessati al concetto di emboscada, il quale aveva delle implicazioni nelle tattiche antiguerriglia).

Mestre Bimba insieme al presidente del Brasile Getulio Dorneles Vargas

Mestre Bimba incontra l’allora presidente del Brasile, Getulio Dorneles Vargas

Il 23 luglio 1953 il Presidente Getulio Vargas assisteva a una presentazione di Capoeira Regional di Mestre Bimba. Il presidente affermò in quell’occasione che la capoeira è l’unico sport veramente nazionale del Brasile. Egli fece in modo inoltre che tale disciplina fosse insegnata nelle scuole, nell’esercito e nellla polizia militare. L’influenza delle metodologie militari è evidente nella Capoeira Regional; esercizi fisici, la rigida disciplina e le simulazioni d’imboscate presenti nel suo corso provenivano da pratiche militari. Con la crescita della sua opera, la capoeira si avvicina agli studenti universitari e all’alta borghesia baiana che mostrano interesse per la sua arte. Il contatto con altre arti marziali influenzano ulteriormente il suo modo di vedere e d’insegnare la capoeira. La sua nuova metodologia d’insegnamento, criticata da alcuni come un’espressione d’elite, aiuta la capoeira ad abbandonare l’immagine di nicchia destinata alla scomparsa e alla repressione e al contrario si valorizza come sport e come espressione della cultura popolare brasiliana e baiana in particolare. Alcune persone affermano che Mestre Bimba è riuscito a recuperare il valore originale che gli antichi schiavi avevano sulla capoeira.

Il Simposio di Capoeira ebbe luogo nel 1968. Mestre Bimba fece la sua comparsa nel corso della manifestazione ma verso la fine appariva deluso.

Deluso dalla mancanza di sostegno e riconoscimento per il suo lavoro a Bahia, si trasferisce nella città di Goiania (Gòiàs) nel 1973, dove morì, vittima di un infarto, il 5 febbraio dell’anno successivo. Fu seppellito in Goiàs nel cimitero Parque di Goiania, ma in ragione della sua celebrità nello stato di Bahia, le sue spoglie furono trasportate a Salvador nel 1978, dove giace tuttora.

L’intera vita di Mestre Bimba fu dedita allo studio della capoeira e alla sua valorizzazione. Con la sua morte i suoi insegnamenti e il suo impegno non si arrestarono fino ad oggi: la capoeira si diffonde ogni giorno di più in tutto il mondo.

Nel 1986 si sono commemorati 50 anni di Capoeira Regional.

Significato della capoeira

Cos'è la capoeira

Origine ed etimologia del nome

Capoeira

L’origine della parola “capoeira” è avvolta nel mistero come l’origine dell’arte stessa. In generale, ci sono tre possibili definizioni ed etimologie della parola capoeira: uno Tupi-Guarani (grande famiglia linguistica dell’America meridionale, divisa in quattro grandi gruppi, orientale, meridionale, centrale e settentrionale), una portoghese e quella africana. Ogni etimologia contiene una corrispondente teoria circa l’associazione della parola “capoeira” con l’arte marziale brasiliana.

Tupi-guarani: sottobosco che cresce su terreno recentemente ripulito dalla macchia. Da Caa o KAA [sottobosco] + coêra, poêra o puêra [una forma del passato usate per indicare che il sottobosco esistente non è quello che era solitamente; vale a dire la macchia è stata eliminata e sta rinascendo]. La teoria è che gli schiavi praticavano la capoeira nella macchia, e fuggiti dal Capitães-do-mato (ufficiale inviato a catturarli di nuovo) si sono nascosti nel sottobosco utilizzando la capoeira per sconfiggere i loro cacciatori.

Portoghese: Grande cestino o gabbia in cui sono conservati i capponi e altri uccelli. Da Capão [cappone, un pollo maschio castrato da giovane] + il suffisso Eira. Questa etimologia suggerisce che gli schiavi che portavano gabbie di uccelli per venderli al mercato erano soliti passare lì il loro tempo praticando la capoeira.

Africano: Dalle parole Kikongo (o lingua Kongo, è la lingua bantu parlata dalle popolazioni Bakongo e Bandundu che vivono nelle foreste tropicali della Repubblica Democratica del Congo, della Repubblica del Congo e dell’Angola.) kipula o kipura. Nel contesto culturale del Congo, queste parole indicano gli ampi movimenti di spazzata utilizzati nelle arti marziali. Il collegamento di questa etimologia con la capoeira è attraverso i movimenti, dal momento che l’arte della capoeira utilizza molti movimenti spazzata.

Cronologia della storia della Capoeira

1500
Brasile
Pedro Alvares Cabral

L'esploratore Pedro Alvares Cabral (1467-1520) rivendica le terre del Brasile per la corona portoghese dando inizio al trasporto di schiavi verso la nuova colonia.

1538
Brasile

Prima spedizione conosciuta di schiavi in Brasile.

1583
Brasile
Tratados Da Terra E Gente Do Brasil

Tra il 1583 e il 1598 prima apparizione della parola capoeira in portoghese: Padre Fernao Cardim, nell'opera "Tratados Da Terra E Gente Do Brasil".
Connotazione: vegetazione secondaria, campi abbandonati.

1600
Brasile

Vengono deportati una media di 5600 schiavi all'anno.

1610
Brasile
Quilombo dos Palmares

Quilombo dos Palmares, oggi stato di Alagoas, viene fondata da schiavi fuggiaschi. Il bisogno di segretezza rende impossibile dare una data precisa a questo evento.

Nella foto: Serra da Barriga, in União dos Palmares, Alagoas, è il Memorial Park Palmares. Le case del più grande quilombo brasiliano sono state ricostruite basandosi su documenti storici.

1624
Brasile

Gli olandesi invadono la regione del "Nordeste" del Brasile. Viene di conseguenza destabilizzata la produzione dello zucchero e facilitata la fuga degli schiavi. A questo periodo risalgono i primi documenti che parlano di capoeira.

1640
Brasile

Iniziano le invasioni olandesi, tra cui quella del Quilombo dos Palmares. A seguito della disorganizzazione sociale della costa brasiliana gli schiavi africani evadono verso l'interno del Brasile.

1644
Brasile

Tentativo olandese di soggiogare il quilombo di Palmares respinto dai suoi abitanti.

1654
Brasile

I portoghesi cacciano gli olandesi dal nordeste brasiliano. Gli olandesi si ritirano dal Brasile.

1655
Brasile
Zumbi

A Palmares, nasce Zumbì (1655-1695), nipote della principessa congolese Aqualtune.

1662
Brasile

Ancora bambino, Zumbì viene rapito da soldati portoghesi e portato a Porto Calvo, dove è consegnato al gesuita António Melo, e battezzato col nome di Francisco.
Aiuta nelle messe e studia portoghese e latino.

1670
Brasile
Ganga Zumba

Zumbì a 15 anni fugge e torna a Palmares. Lo stesso anno Ganga Zumba (1630-1680) (nel ritratto), figlio della principessa Aqualtune e zio di Zumbì, assume la leadership del quilombo, che conta più di 300000 abitanti.

1675
Brasile

Nella lotta contro i soldati portoghesi comandati dal Sargento-mor Manuel Lopes, Zumbì si dimostra un grande guerriero e organizzatore militare. Lo stesso anno le truppe portoghesi, dopo una battaglia sanguinosa avanzano nel territorio del quilombo. Dopo una ritirata di cinque mesi, gli abitanti del quilombo contrattacano, tra loro Zumbì con appena venti anni d'età. Dopo una lotta feroce, Manuel Lopes è obbligato a ritirarsi a Recife. Palmares si estendeva dal confine sinistro di São Francisco fino a Capo Santo Agostinho e aveva più di duecento chilometri di estensione, una repubblica con una rete di undici "mocambo" (città), simili alle città murate medievali europee, dove al posto delle mure di pietra sorgevano palizzate di legno. Il mocambo principale, il primo a essere fondato dagli schiavi fuggiaschi si trovava nella Serra da Barriga e aveva il nome di Cerca do Macao. Due vie spaziose con circa 1500 capanne e ottomila abitanti. Amaro, l'altro mocambo, ne aveva 5000. Gli altri mocambo erano Sucupira, Tabocas, Zumbì, Osenga, Acotirene, Danbrapanga, Sabalangá e Andalaquituche.

1680
Brasile

Zumbì prende il posto di Ganga Zumba a Palmares e comanda la resistenza contro le truppe portoghesi.

1694
Brasile
Domingos Jorge Velho

Domingos Jorge Velho (1641-1705) e Vieira de Melo comandano l'attacco finale contro la Cerca do Macao, principale "mocambo" (villaggio") del Quilombo dos Palmares, luogo di nascita di Zumbí. Circondata da tre palizzate ognuna e difesa da più di 200 uomini armati, dopo 94 anni di resistenza, il quilombo soccombe all'esercito portoghese. Benché ferito, Zumbí riesce comunque a fuggire.

1695
Brasile

Dopo molti tentativi, Quilombo dos Palmares viene invaso e conquistato. Il 20 novembre 1965 Zumbí, tradito e denunciato da un vecchio amico, è localizzato, catturato e decapitato a 40 anni d'età. Zumbí è chiamato anche "Eis o Espírito", e come tale è diventato una leggenda e venne spesso citato dagli abolizionisti come eroe e martire.

1712
Brasile
Padre Rafael Bluteau

Prima traccia della parola capoeira nel vocabolario portoghese e latino di Padre D. Raphael Bluteau (1638-1734), tuttavia il significato non si riferisce alla lotta.

1770
Brasile

Primo riferimento a una forma di lotta del termine capoeira.

1789
Brasile

Il 25 aprile, avviene la prima menzione del termine capoeira negli archivi della polizia all'arresto di Adamo, uno schiavo accusato di essere un capoerista.

1809
Brasile

D. Joao VI stabilisce la Guardia Reale di Polizia, mettendone a capo il Maggiore Nunes Vidigal, noto come persecutore dei capoeristi, il Maggiore Vidigal era lui stesso un capoerista esperto.

1821
Brasile

La Commisao Militar de Rio de Janeiro richiede al ministero della guerra che i neri capoeristi vengano puniti pubblicamente.

1822
Brasile

Il Brasile ottiene l'indipendenza dal Portogallo e diventa un impero.

1830
Brasile

Anche le danze vengono proibite: non servono più a occultare una lotta.

1871
Brasile

Con la "Lei do Ventre Libre" viene decretata l'emancipazione dei nascituri figli di schiavi.

1888
Brasile
Lei Áurea

Il 13 maggio, probabilmente dietro la spinta di José Carlos Do Patrocinio, la Principessa Isabel firma la "Lei Áurea" (in foto la lettera originale) e abolisce la schiavitù in Brasile.

Brasile

Le élite bianche abbracciano la politica di "sbiancamento" sovvenzionando l'immigrazione europea.

1889
Brasile
Mestre Pastinha fondatore della prima scuola di Capoeira Angola

Il 5 aprile, a Salvador de Bahia, nasce Vicente Ferreira Pastinha, poi conosciuto come Mestre Pastinha (1889-1981), fondatore della prima scuola di capoeira Angola.

Brasile

Un colpo di stato militare segna la fine dell'Impero e, il 15 novembre, viene instaurata la Prima Repubblica.

1890
Brasile
Marechal Deodoro da Fonseca

Il presidente Marechal Deodoro da Fonseca (1827-1892) vieta formalmente l'espressione culturale africana (compresa la capoeira).

Brasile
Ruy Barbosa de Oliveira

Il Ministro delle Finanze, Ruy Barbosa de Oliveira (1849-1923), firma una risoluzione per "cancellare" il periodo della schiavitù dalla storia del suo paese. Ciò ha provocato l'incendio della maggioranza dei documenti pubblici che riguardavano gli schiavi africani in Brasile.

1899
Brasile
Mestre Bimba il padre della Capoeira Regional

Il 23 novembre, nasce a Salvador de Bahia, Manoel dos Reis Machado, conosciuto come Mestre Bimba, unanimamente considerato il padre della capoeira Regional.

1932
Brasile

Mestre Bimba apre a Salvador de Bahia, la sua Academia di Luta Regional Bahiana, in seguito chiamata più semplicemente capoeira Regional.

1934
Brasile
Getulio Vargas

Il presidente/dittatore Getulio Vargas (1882-1954) legalizza varie espressioni culturali afro-brasiliane fino ad allora proibite, fra cui la capoeira.

1935
Brasile

Mestre Pastinha fonda la sua prima academia.

1937
Brasile

Viene ufficialmente riconosciuta l'academia di Mestre Bimba.

1941
Brasile

Mestre Pastinha fonda O Centro Esportivo de Capoeira de Angola no Pelourinho a Salvador de Bahia.

1951
Brasile
Mestre Canela

Il 26 febbraio nasce a Rio de Janeiro, Floriano Franklin Canela conosciuto come Mestre Canela.

1961
Brasile

La capoeira è presentata come una pratica di combattimento efficace per l'Accademia di Polizia di Guanabara, a Rio de Janeiro.

1974
Brasile

La capoeira è riconosciuta  come sport nazionale brasiliano.

Brasile

Il 5 febbraio muore Mestre Bimba.

1979
Europa

Mestre Canela lascia il Brasile alla volta dell'Europa insieme a Mestre Zè-Maria e altri artisti dell'arte e cultura brasiliana.

Brasile

Mestre Pastinha viene colpito da un edema cerebrale.

1981
Brasile

Il 12 aprile, all'età di 92 anni compiuti, Mestre Pastinha gioca la sua ultima roda. Pochi mesi più tardi, il 13 novembre, muore abbandonato in un ospizio municipale.

1982
Italia

Mestre Canela si stabilisce a Viterbo e fonda il gruppo di capoeira Mangangà. Inizia la divulgazione della capoeira in Italia.

1995
Brasile
Dia de Zumbi

Il 24 novembre il Brasile commemora i 300 anni dalla morte di Re Zumbí, leader del Quilombo dos Palmares, con l'organizzazione di una grande marcia a Brasilia contro il razzismo, alla quale prendono parte 30000 afro-brasiliani.

2014
Brasile

Il 26 novembre la Roda di Capoeira è stata iscritta all'Unesco (Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Educazione, la Scienza e la Cultura) nella Lista Rappresentativa del Patrimonio Culturale Immateriale dell'Umanità. L'Unesco ha riconosciuto nella capoeira una celebrazione che nasce dalla resistenza contro ogni forma di oppressione. La roda è uno spazio rituale che fornisce un senso di compagnia e d'identità di una comunità in continua espansione in Brasile e altrove. L'idea è quella che la capoeira deve diventare un mezzo di resistenza e promuovere il dialogo tra diverse etnie, classi sociali e nazionalità.

Storia della capoeira

Dai quilombos alle prime academias

Premessa

La storia della capoeira, una delle più alte espressioni artistiche del Brasile, è molto complessa e difficile da tracciare per la mancanza di fonti scritte e l’incertezza tra gli studiosi, dovuta al fatto che dopo l’abolizione della schiavitù in Brasile, tutti i documenti legati a questa pratica furono fatti distruggere il 15 dicembre del 1890 dal Consigliere Ruy Barbosa mentre era al momento Ministro delle Finanze nel governo discrezionale del generale Déodoro da Fonseca, con l’intento di lasciare il minor numero d’informazioni possibili su questo periodo.
Indicare la capoeira come un’arte marziale Brasiliana, riesce solo parzialmente a definire la peculiarità di tale disciplina, una lotta che trae le sue origini dalle mescolanze di rituali di lotta e danza degli indios locali e delle tribù Africane catturate e deportate in Brasile dai Portoghesi attraverso le loro colonie.

La colonizzazione del Brasile e l'inizio della schiavitù

Pedro Alvares Cabral

Pedro Alvares Cabral (1467-1520)

Il 22 aprile 1500 Pedro Alvares Cabral sbarca in Brasile e, con lui, inizia così la storia del colonialismo portoghese. I colonizzatori per risolvere il problema di manodopera schiava cominciano a catturare africani (più robusti fisicamente degli indios autoctoni, decimati dalle malattie portate dai colonizzatori).
Durante il periodo del commercio degli schiavi si calcola che più di due milioni di persone furono deportate in Brasile dall’Africa.
Due furono i grandi gruppi di tribù africane arrivati in Brasile; identificati per ceppo linguistico, essi sono: sudanesi e bantu. I sudanesi provenivano principalmente dal golfo della Guinea, nell’Africa Occidentale. Quelli più importanti, sia per la maggior quantità, sia per la loro cultura, furono i Nago o Yoruba dalla Nigeria e i Gege (Ewe), dal Dahomey (oggi repubblica del Benin), che formarono in Brasile un ordine religioso negro chiamato Gege-Nago. I bantu venivano dal Congo, dall’Angola e dal Mozambico (Africa Orientale). La tendenza degli storici africanisti sembra quella di pensare che i primi negri che arrivarono in Brasile provenissero dall’Angola.
Gli schiavi, erano distribuiti sui tre principali porti brasiliani: Bahia, Recife e Rio de Janeiro per poi essere sfruttati in lavori massacranti nelle piantagioni (canna da zucchero, tabacco, caffè, ecc.) per molte ore al giorno, ritirandosi poi nelle “Sem-alas”, grandi e miseri dormitori sotterranei, bui e senza mura (sem = senza, ala = lato di muro) divisorie, vivendo in condizioni pessime.
È evidente che gli schiavi avessero come unica aspirazione quella di fuggire. Approfittando della confusione generata dagli olandesi che invasero il nord-est brasiliano nel 1630, migliaia di schiavi scapparono dalle fazende per nascondersi nella foresta vergine, riunendosi in villaggi che furono chiamati Quilombos, nome dato successivamente a questo tipo di comunità indipendenti.
Tuttavia non si deve pensare che solo i negri africani abitassero nei Quilombos, infatti, anche gli indios e persino alcuni europei che non erano d’accordo con le scelte politiche e sociali del regime di allora ne facevano parte.

Quilombo dos Palmares

Zumbi

Zumbì (1655–1695)

A Recife un gruppo di quaranta schiavi si ribellò ai padroni, uccisero tutti coloro che non erano schiavi e bruciarono la fazenda; poi si dichiararono liberi e decisero di trovare un posto in cui potessero rimanere tranquilli al sicuro dai cacciatori di schiavi. Si diressero quindi verso le montagne della Serra da Barriga e intrapresero un viaggio che durò parecchi mesi e che sarebbe stato impossibile portare a termine se non fosse stato per l’aiuto degli amici indios. Riuscirono così a trovare un luogo ideale che a causa della grande abbondanza di palme fu chiamato Palmares.
La Serra da Barriga ospitò parecchi Quilombos, ma il più grande (con più di 20000 abitanti) e il più noto rimase sempre il primo: Palmares, fondato nel 1610 e probabilmente collocato nello Stato nordestino Alagoas, trasformatosi in fortino, rimase celebre per il valore dei suoi abitanti nelle lotte sostenute contro gli armati che volevano distruggerlo e divenne il simbolo della lotta degli schiavi contro i loro carnefici. In questo luogo nacque la prima comunità di neri liberi in Brasile.
Il villaggio di Palmares sopravvisse per più di ottant’anni resistendo all’incalzare dei portoghesi e degli olandesi; fu distrutto nel 1695 dopo un assedio di cinque anni e 9000 soldati impiegati. La storia del Quilombo dos Palmares è legata al personaggio di Zumbì (ultimo re di Palmares). Zumbì in lingua Ewe/Fon vuol dire immortale, morto-vivo. Palmares e Zumbì diventarono non solo un simbolo per la razza nera, ma un simbolo brasiliano alla resistenza alla dominazione e di conseguenza dei capoeristi più tradizionali.
Secondo alcuni la capoeira, di cui già era nato l’embrione nelle fazendas, fu approfondita e sviluppata proprio a Palmares, dall’unione della cultura africana con quella degli indios locali.
Dei pochi documenti rimasti, i primi a parlare di capoeira, risalgono al 1624 e si tratta dei diari dei capi spedizione incaricati di catturare e riportare indietro gli schiavi neri che tentavano di scappare. Questi documenti descrivono uno strano modo di combattere degli schiavi che appariva di grande effetto ai capi spedizione europei: “Usando calci e testate come fossero veri animali indomabili”.
Il mito diffuso è che la capoeira fosse un modo per gli schiavi di allenarsi a combattere dissimulando, agli occhi dei carcerieri, la lotta con la danza, caratterizzata da elementi espressivi come la musica e l’armonia dei movimenti. Questo può essere vero solo per uno stadio molto primitivo del suo sviluppo, perché in realtà la pratica della capoeira dal 1814 fu vietata agli schiavi, assieme ad altre forme di espressione culturale, principalmente per impedirne l’aggregazione, anche se alcune fonti dicono che questa forma di arte marziale ha continuato ad esistere e svilupparsi considerando che sia sopravvissuta fino ai nostri giorni.

La fine della schiavitù

Lei Aurea

Lettera originale della Lei Áurea

Nel 1822 il Brasile ottiene l’indipendenza dal Portogallo e diventa un impero, ma la schiavitù resta ancora in vigore per circa cinquanta anni, fino a quando, nel 1871, è decretata l’emancipazione dei nascituri figli degli schiavi. Con successivi interventi, la schiavitù è definitivamente abolita. L’ultimo di questi, chiamato “Lei Aurea” (legge d’oro) e promosso dalla Principessa Isabel, è datato 1888. L’anno successivo (1889) un colpo di stato militare segna la fine dell’Impero e instaura la repubblica.
Con l’abolizione della schiavitù, alcuni ex-schiavi ritornarono in Africa, ma la maggior parte di loro rimase in Brasile.
Questa massa di ex-schiavi si diresse dunque verso le grandi città; tuttavia non tutti riuscirono a trovare un lavoro e una casa (prima gli schiavi abitavano tutti insieme nelle Sem-alas all’interno della fazenda).
S’istallarono così nelle vicinanze delle città creando le prime bidonvilles e non ebbero modo d’integrarsi facilmente nel tessuto socio-economico. Specie nelle grandi città, molti di loro si diedero al crimine per sopravvivere, facendo spesso ricorso alla capoeira negli scontri con altri delinquenti o con la polizia, infatti, le bande di capoeristi sono fronte di disordini e tumulti. La capoeira fu quindi presto associata alla malavita e alla delinquenza di strada, tanto da essere proibita a livello nazionale già dal 1892. La pratica della capoeira rimase clandestina (da questo deriva l’uso per ogni capoeirista di un apelido, un soprannome), spesso violenta e praticata solo nelle strade da individui malfamati, schedati appunto dalla polizia come capoeiristas.
Il capoeira (capoerista) si distingueva facilmente per il suo modo di vestire e per come si atteggiava. Melo Morais Junior descriveva così il capoeira di Rio de Janeiro: “Calzoni ampi, giacca a sacco sbottonata, camicia colorata, cravatta di panno con anello scorrevole, corpetto a fascia, scarpette a punta stretta, cappello di feltro. Il suo incedere è sciolto e oscillante e nella conversazione coi compagni o con gli estranei mantiene le distanze, quasi fosse sempre in posizione di difesa”. Il cappello di feltro poteva diventare, in assenza di armi, uno strumento di difesa (schiacciato longitudinalmente). I capoeiras si servivano anche di bastoni o di lametta da rasoi che trattenuta tra alluce e il primo dito, diventava un’arma pericolosissima. Prima che s’incominciassero a formare le prime scuole (Academiàs), inizio XX secolo, i punti d’incontro dei capoeiras erano luoghi-rioni, dove gli scaricatori aspettavano un impiego. A Bahia quasi tutti gli schiavi dopo la liberazione, non gradendo il lavoro dei campi che già facevano, vivevano alla giornata (ganhadores).
Sembra che a loro appartenessero grandi capoeristi. Questi punti d’incontro si chiamavano “canto” – letteralmente angolo -, ogni cantos aveva un capo chiamato a Bahia “capitão” mentre a Recife i gruppi avevano il nome di “companhias” e il capo di “governador” (Kay Shaffer). Le misure adottate dalla polizia fino al principio del secolo attuale per reprimerli si rivelarono impotenti e proprio quando la situazione diventava sempre più tesa, il Brasile entrò in guerra con il Paraguay (1865-1869) segnando la fine delle loro violenze: per eliminarli, infatti, il Governo di Bahia mandò a combattere un buon numero di capoeiras, molti per spontanea volontà e moltissimi altri costretti, ma la milizia nera inviata al fronte tornò vittoriosa e i suoi componenti diventarono eroi nazionali.
La capoeira entrò in un’altra fase della sua storia.

Legalizzazione e nascita delle prime accademie (as academías)

Mestre Bimba il padre della Capoeira Regional

Mestre Bimba (1899-1974) il padre della Capoeira Regional

Nel 1934 il presidente/dittatore Getúlio Vargas, legalizzò varie espressioni culturali afro-brasiliane fino ad allora proibite, come il candomblé e la capoeira, a condizione che fossero praticate in luoghi chiusi. Fino a questo momento era praticata come “danza folclorica” in luoghi nascosti, che molte volte coincidevano con i terreiros (luoghi dove era praticato il culto religioso dell’Umbanda e del Candomblé), dove i capoeristi facevano del loro meglio per mantenere viva la tradizione.
Quella di Getúlio Vargas era chiaramente una mossa per mettere sotto controllo ciò che, di fatto, avveniva in clandestinità. E’ indubbio però che, se questo evento costrinse la capoeira a venire a patti con il potere, le consentisse anche un’espansione senza precedenti.
Nel 1937, Manoel dos Reis Machado, conosciuto come Mestre Bimba (1899-1974), uno dei più importanti maestri di capoeira, ricevette un invito dal presidente per fare una dimostrazione nella capitale. Dopo il successo della presentazione tornò a casa, a Salvador de Bahia, con il permesso del governo per l’apertura della prima accademia ufficiale di capoeira in Brasile, in realtà già attiva clandestinamente almeno dal 1932.
Era il primo passo verso uno sviluppo più aperto e finalmente lo sport ebbe il suo riscatto, e cominciò la sua lenta ascesa.
Mestre Bimba chiamò il proprio stile “Luta Regional Bahiana”, ed anche quando usò in seguito il termine più semplice di capoeira Regional, sempre volle distinguere la sua disciplina da quella che lui chiamava “capuera pra turista ver”, che aveva a suo avviso perso tutte le caratteristiche marziali.

Mestre Pastinha fondatore della prima scuola di Capoeira Angola

Mestre Pastinha (1889–1981) fondatore della prima scuola di Capoeira Angola

Contemporaneamente a Mestre Bimba, numerosi altri capoeiristi come Waldemar, Canjiquinha, Cobrinha Verde, Leopoldinha cercano di organizzare la pratica e l’insegnamento della capoeira. In particolare Vicente Joaquim Ferreira Pastinha, noto come Mestre Pastinha (1889-1980), intraprende l’insegnamento della capoeira, sottolineandone il valore culturale e storico. Mestre Pastinha assume il ruolo di guardiano della capoeira tradizionale, che in opposizione a quella Regional di Mestre Bimba, prende il nome di capoeira Angola. Il suo Centro di Capoeira Angola aperto in largo do Pelourinho dal 1941 diviene così un importante punto di riferimento per la rivalutazione dell’eredità afro-brasiliana della capoeira.
A partire dagli anni ’50 si è sviluppata una tendenza “sportiva” della capoeira, basata su una sempre più rigida divisione in gruppi e academias. Sebbene si differenzi molto dall’originale arte di Mestre Bimba, questa capoeira ancora oggi è spesso chiamata Regional o contemporanea.
Come reazione a questo fenomeno dagli anni ’70 recupera popolarità la capoeira Angola. Sebbene si richiami in modo diretto e costante alla capoeira di Mestre Pastinha, anche questa “corrente” è protagonista di un’evoluzione pur nel costante riferimento alla tradizione.
Nel 1974 la capoeira è stata riconosciuta come sport nazionale brasiliano.
Malgrado il grande contributo dato a quello che è il secondo sport nazionale brasiliano dopo il calcio, Mestre Bimba morì in miseria il 5 febbraio 1974.

Mestre Pastinha per tutta la vita si mantenne con una serie di lavori anche umili, come il lustrascarpe. Fece il sarto, il sorvegliante in una casa da gioco e il lavoratore portuale, pur di poter continuare a essere fondamentalmente un angoleiro.
Con il peggiorare delle condizioni di salute la sua scuola finì in brutte acque. Fu colpito da un edema cerebrale nel 1979. Vecchio, malato e ormai quasi cieco, gli fu chiesto dalle autorità di abbandonare i locali affinché fossero sistemati. Ma gli spazi non gli furono mai restituiti. Giocò la sua ultima roda a 92 anni compiuti, il 12 aprile 1981 e morì pochi mesi dopo, abbandonato in un ospizio municipale.
I maestri suoi allievi a lui più legati e considerati i suoi diretti discendenti sono João Grande e João Pequeno.

La capoeira in Italia

Mestre Canela

Mestre Canela

Alla fine del 1979 Mestre Canela lascia il Brasile alla volta dell’Europa assieme a Mestre Zè-Maria e altri artisti dell’arte e cultura brasiliana. Nel 1980 girando per l’Europa non trova gruppi di capoeiristi e, per mantenere la forma e l’allenamento, decide di confrontarsi con le realtà delle arti marziali praticate nelle varie nazioni partecipando a incontri di karate, kung-fu e full-contact. Nel 1982, una volta stabilitosi a Viterbo, come buon auspicio alla divulgazione della capoeira in Italia, costituisce un gruppo al quale attribuisce lo stesso nome del suo primo gruppo fondato a Rio de Janeiro dieci anni prima: nasce così a Viterbo il gruppo di capoeira Mangangà.

Conclusioni

Oggi la capoeira è praticata in tutto il mondo. In Brasile, essendo parte della cultura, la capoeira è entrata ovunque anche nelle scuole, università, club e accademie militari.
Il 26 Novembre 2014, la Roda di Capoeira è stata iscritta dall’Unesco (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura) nella Lista Rappresentativa del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità. L’Unesco ha riconosciuto nella capoeira una celebrazione che nasce dalla resistenza contro ogni forma di oppresione. La roda è uno spazio rituale che fornisce un senso di compagnia e d’identità di una comunità in continua espansione in Brasile e altrove. L’idea è quella che la capoeira deve diventare un mezzo di resistenza e promuovere il dialogo tra diverse etnie, classi sociali, e nazionalità.

Capoeira

Capoeira

Storia della capoeira

La storia della capoeira dagli schiavi deportati in Brasile alla legalizzazione e la nascita delle prime academías autorizzate dal governo

Significato della capoeira

L”etimologia della parola “capoeira” e le tre corrispondenti teorie circa l’associazione con l’arte marziale brasiliana

"La capoeira è per tutti, ma non tutti sono per la capoeira"

"Capoeirista non è uno che sa muovere il proprio corpo, ma uno che si lascia muovere dalla sua anima"

Mestre Bimba il padre della Capoeira Regional
Mestre Bimba (1899-1974)
Il padre della Capoeira Regional
Mestre Pastinha fondatore della prima scuola di Capoeira Angola
Mestre Pastinha (1889-1981)
Il padre della Capoeira Regional

I Grandi Maestri della Capoeira

Le biografie dei più grandi Maestri di capoeira della storia

Mestre Bimba (1899-1974)

Il padre della Capoeira Regional

Manoel dos Reis Machado, meglio conosciuto Mestre Bimba, il padre della Capoeira Regional: biografia, nascita e sviluppo della Capoeira Regional

Mestre Pastinha (1889-1981)

Fondatore della prima scuola di capoeira Angola

Vicente Ferreira Pastinha, meglio conosciuto Mestre Pastinha, divulgatore e fondatore della prima scuola di capoeira Angola: biografia, nascita e sviluppo della Capoeira Angola

Capoeira Timeline

1610

Quilombo dos Palmares, viene fondata da schiavi fuggiaschi, in una zona di difficile accesso, in quella che oggi è la città di União dos Palmares, nell’attuale stato di Alagoas. Il bisogno di segretezza rende impossibile dare una data precisa a questo evento.

1770

Primo riferimento a una forma di lotta del termine capoeira.

1932

Mestre Bimba apre a Salvador de Bahia, la sua Academia di Luta Regional Bahiana, in seguito chiamata più semplicemente capoeira Regional.

1974

La capoeira è riconosciuta come sport nazionale brasiliano.