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Taijiquan

Storia del taijiquan

Dalle origini delle arti marziali alla nascita e sviluppo del taijiquan

Benché facciano parte di un’unica energia, è possibile distinguere il vuoto e il pieno. Per natura, ogni attitudine fisica, ogni movimento, ogni applicazione possiede un suo vuoto e un suo pieno. La trasformazione consiste nel vuotare ciò che è pieno e riempire ciò che è vuoto, il tutto conservando l’unità fondamentale dell’energia.

Zhang Sanfeng (1127-1279)

Origini delle arti marziali in Cina

Zhang Sanfeng

Il monaco taoista Zhang Sanfeng in una stampa d’epoca

In Cina il rapporto tra esercizio fisico e medicina terapeutica ha preceduto di gran lunga la nascita delle arti marziali, e ciò che i cinesi hanno sviluppato intorno alla cultura fisica ha avuto inizio prima che la storia venisse documentata attraverso fonti ufficiali. Esempi espliciti di tali relazioni possono essere facilmente riscontrabili nei testi di medicina tradizionale ove sono descritte molte delle teorie che costituiscono la base del taijiquan. Così come ad esempio nella medicina terapeutica e preventiva si sono sviluppati esercizi fisici che hanno tratto il loro spunto da alcune posizioni animali, molte sono le tecniche che anche nel taijiquan prendono il nome da questi.
Bodhidharma

Bodhidharma (483 circa – 540)

La storia delle arti marziali ha inizio con Bodhidharma (Ta-mo in cinese, Daruma in giapponese) che, originario dell’India, estese il buddismo oltre i confini cinesi. Ideatore di alcuni esercizi fisici, che avevano come obiettivo quello di aiutare i monaci che passavano la maggiro parte del loro tempo in meditazione sedentaria, legò inseparabilmente il proprio nome a colui che diede l’avvio alle arti marziali esterne. Tale ipotesi leggendaria si è sviluppata inoltre in considerazione del fatto che un metodo di autodifesa, in momenti di disordine e banditismo, potesse rappresentare per i monaci un elemento importante per la sopravvivenza stessa.

Così come i buddisti avevano trovato in Bodhidharma il loro eroe leggendario anche i taoisti trovarono, più tardi, con Zhang Sanfeng la figura mitica che diede origine agli stili interni. Fu così che mentre Bodhidharma venne identificato come l’ideatore dello stile shaolinquan, Zhang Sanfeng venne associato alla nascita del taijiquan.

La nascita del taijiquan

Zhang Sanfeng - La gru e il Serpente

La leggenda narra che Zhang Sanfeng ebbe la prima ispirazione sul Taiji osservando il combattimento
tra una gru e un serpente. La gru attaccava dall’alto ripetutamente ma il serpente
con il suo movimento fluido e circolare schivava i potenti colpi del nemico alato.

Numerose sono le teorie succedutesi intorno alle origini del taijiquan e difficile risulta una netta separazione tra fantasia e realtà. Molti sono coloro che nel passato hanno ricordato il leggendario monaco taoista Zhang Sanfeng come il padre del Taijiquan. Le leggende narrate intorno a tale figura sono molte ma tutte concordano nel ritenere che egli sia vissuto sui monti Wudang in un periodo compreso tra il XII e il XV secolo.

Altre fonti ancora fanno risalire il taijiquan al periodo tang, tra l’ottavo e il nono secolo. Questa seconda ipotesi fa riferimento a scuole di arti marziali diverse successivamente unificate da Zhang Sanfeng.

Una terza ipotesi riporta a Wang Zongyue e lo indica il fondatore del taijiquan. Le storie raccontate attorno a tale personaggio lo descrivono come girovago e avventuriero proveniente dalla provincia di Shanxi. Durante i suoi spostamenti sembrerebbe si sia fermato in uno dei villaggi Chen nella provincia di Henan in un periodo intorno al XVIII secolo. Fermatosi nel villaggio di Chenjiagou avrebbe insegnato il taijiquan ad alcuni componenti della famiglia Chen, ma la storia non racconta dove egli avesse appreso l’arte del taijiquan né chi gliela avesse trasmessa.

Chen Wangting

Statua di Chen Wangting

La quarta ipotesi, che viene oggi considerata come la più accreditata, indica in Chen Wangting ( colui che a cavallo dei secoli XVI e XVII diede origine all’evoluzione del taijiquan.
Chen Wangting (1580-1660), nato nel villaggio di Chenjiagou tra la fine del periodo Ming e l’inizio di quello Quing, era considerato un uomo di cultura e un guerriero professionista che aveva al proprio comando una guarnigione nella contea di Wen. È con lui che si delinea la prima documentazione storica sulle origini del taijiquan. Studioso di molte arti da combattimento, trasmise alle arti marziali della famiglia l’applicazione dell’energia interna “Daovin” e i metodi della respirazione “Tuna”, caratteristiche del patrimonio esoterico taoista “Qigong”.
Ulteriori contributi che apportò alle arti marziali sono stati lo sviluppo di movimenti a spirale e la creazione degli esercizi di spinta con le mani “Tuishou”. A lui si devono l’acquisizione del rilassamento nelle arti marziali quale veicolo di forza e di energia interna.
Di sua creazione furono cinque forme di “Toutao Quan”, antico nome del taijiquan, una forma di Chang Quan e cinque forme di Paocui, così come l’ideazione di alcune forme con la spada e la lancia.

Oltre a quelle citate altre teorie sono state scritte sulle origini del taijiquan, ma il quadro cronologico che delinea la successione delle figure più rappresentative, presentate ufficialmente dalla Cina, indica Chen Wangting come il più accreditato fondatore del taijiquan.

La famiglia Chen e lo sviluppo del taijiquan

Chen Changxing (1771-1853)

Chen Changxing (1771-1853)

Chen Changxing (1771-1853), discendente di Chen Wangting, ebbe anch’egli un ruolo importante nella storia del taijiquan: fu il primo a diffondere lo stile all’esterno della famiglia Chen. Vissuto tra il 1771 e il 1853 ebbe molti discepoli tra i quali Yang Luchan, proveniente dalla provincia dello Hubei, che in seguito fondò la scuola Yang.

Un altro componente della famiglia, Chen Zhongxing (1809-1871), ricoprì un ruolo importante nella lotta contro alcuni clan che fomentavano sollevamenti popolari e anti Manciù. I clan dei Taiping e dei Nian che alla testa di migliaia di persone attaccarono il villaggio di Chenjiagou furono respinti da Chen Zhongxing e dai suoi compagni.
Chen Zhongxing, noto per la sua bravura nelle tecniche di combattimento, guidò più volte i contadini del proprio villaggio contro le bande legate a società segrete che intendevano rovesciare il governo imperiale dei Manciù. Molti furono i villaggi che dovettero difendersi da movimenti destabilizzanti e fu così che i membri della famiglia Chen, tramandandosi le tradizioni di generazione in generazione, si dedicarono alle arti marziali e allo sviluppo del taijiquan.

La famiglia Yang e la diffusione del taijiquan

Se il villaggio di Chenjiagou con la famiglia Chen è stato considerato il tempio del taijiquan, la famiglia Yang è stata sicuramente la fautrice della sua diffusione.

Yang Luchan (1789-1872)

Yang Luchan (1789-1872)

Yang Luchan (1789-1872), prestò servizio come servitore presso la famiglia Chen e di nascosto seguì gli insegnamenti che Chen Changxing tramandava ai propri figli. Scoperto da Chen Changxing, che rimase sorpreso dalla bravura conseguita da Yang Luchan, gli fu concesso di partecipare agli insegnamenti che sino ad allora erano stati gelosamente riservati ai soli membri della famiglia.
Dopo essere tornato nel proprio paese natale nello Hebei, dove insegnò il taijiquan per un certo periodo, si traferì a Pechino dove fondò la scuola di Taiji Yang. Sfidato da maestri appartenenti ad altre scuole viene ricordato come invincibile e di lui si raccontano episodi dai contorni straordinari.

I tre figli di Yang Luchan sistematizzarono ognuno modalità diverse d’insegnamento: Yang Banhou (1837-1892) diede origine alla piccola concatenazione; Yang Jianhou (1839-1917) alla media concatenazione e Yang Fenghou (1835-1861) continuò a praticare la grande concatenazione ereditata dal padre.

Yang Chengfu (1883-1936), nipote di Yang Luchan e figlio di Yang Jianhou, estese la conoscenza del taijiquan in tutta la Cina.

In tale periodo il taijiquan subì grandi trasformazioni diventando sempre più una tecnica per il mantenimento della salute psicofisica, perdendo via via la sua natura marziale di esclusiva tecnica di combattimento.

Un ulteriore apporto alla diffusione del taijiquan va attribuita a Chen Weiming, allievo di Yang Chengfu. Nel 1915 Chen Weiming conobbe a Pechino Sun Lutang (1860-1933) che più tardi fondò uno stile di taijiquan chiamato Sun. Fu proprio grazie a questo incontro che Chen Weiming poté entrare in contatto con Yang Chengfu che in seguito divenne il suo maestro. Nel 1924 Chen Weiming si stabilì a Shanghai dove fondò una società per la diffusione del taijiquan di stile Yang.

Altri maestri si trasferirono dalle campagne alle grandi città e numerosi furono gli allievi che iniziarono a frequentare le scuole di taijiquan, alcuni di loro divennero a loro volta buoni insegnanti e finirono per fondare vere e proprie associazioni o per insegnare taijiquan nei parchi. All’inizio degli anni ’30 l’insegnamento del taijiquan fu introdotto in alcune scuole pubbliche e negli istituti di educazione fisica.

Sun Lutang (1860-1933)

Sun Lutang (1860-1933)

La scuola di stile Sun fu creata da Sun Lutang che sistematizzò uno stile di taijiquan in cui le tecniche risultano più dure che nella scuola Yang. Sun Lutang esperto di stili interni quali il “Bagua quan” e lo “Xingyi quan” fuse insieme questi due stili con il taijiquan dando origine a uno stile del tutto particolare. Tale scuola si diffuse soprattutto nelle provincie dello Hebei e dello Jiangsu.

Le scuole dello stile Wu sono due in quanto sono omonimi i due fondatori che le hanno create. Una fu fondata da Wu Yuxiang (1812-1880) che studiò con Yang Luchan e Chen Qingping e la seconda fu fondata da Wu Jianquan (1870-1942) della provincia dello Hebei; suo maestro fu il padre Wu Quanyou, già allievo di Yang Banhou, primogenito di Yang Luchan. Avendo studiato la piccola concatenazione dove i movimenti risultano più contratti trasmise questa connotazione allo stile Wu, imprimendo al corpo posizioni più inclinate rispetto allo stile Yang.

Wu Jianquan diventò insegnante di arti marziali delle guardie del palazzo presidenziale e in seguito fu chiamato a insegnare nella scuola di Educazione Fisica di Pechino e a Shanghai, dove diresse la locale Associazione delle Arti Marziali.

Chen Fake (1887-1957)

Chen Fake (1887-1957)

Indipendentemente dalle variazioni adottate gli stili menzionati hanno in comune la stessa matrice: lo stile Chen. Tra gli eredi più prestigiosi dello stile che hanno contribuito alla diffusione di tale patrimonio spicca sicuramente Chen Fake (1887-1957) rappresentante della XVII generazione. Chen Fake, che considerava la propria conoscenza come patrimonio ereditario familiare, approdò a Pechino nel 1928 dove venne sfidato più volte dai migliori combattenti del momento. La gente rimase stupita dalla velocità e potenza che accompagnavano le sue tecniche e l’ammirazione dei cinesi verso la sua imbattibilità e la sua capacità di sbarazzarsi degli avversari fu tale che Chen Fake venne sommerso di richieste d’insegnamento e decise di stabilirsi a Pechino.

In tempi più recenti, con l’instaurarsi della Repubblica Popolare Cinese, il taijiquan è diventato sempre più un metodo di terapia finalizzato al mantenimento della salute e ha perdurato quasi definitivamente il proprio aspetto marziale. Parallelamente, per gli stili più rappresentativi, il Comitato Sportivo Nazionale ha codificato alcune forme diminuendone il numero di tecniche e semplificandone talune parti. Negli ultimi decenni sono state infatti create sequenze composte da ventiquattro movimenti definite “forme da gara”.

Con la fine del periodo più “oscuro”, in cui gli effetti della politica del governo centrale hanno condizionato pesantemente la maggior parte delle attività tradizionali, restringendone il campo, si sta assistendo oggi al recupero delle arti marziali tradizionali dentro e fuori la Cina.
Molti sono coloro che si recano in Cina per motivi di studio e sempre più numerosi sono i maestri che dalla Cina raggiungono l’occidente per diffondere l’arte del taijiquan.

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Storia del taijiquan

Storia del taijiquan dalle le origini delle arti marziali in cina, alla nascita e sviluppo del taijiquan

La parte migliore del Taijiquan non è la forma esteriore, ma la crescita interiore. È necessario praticare l’esterno per poter trovare l’interno.

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