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Kunisaburo Iizuka

Il filosofo del judo

Kunisaburo Iizuka (1875-1958)

(13 febbraio 1875 – 25 luglio 1958)

Infanzia e inizi nel judo

Kunisaburo Iizuka vide la luce per la prima volta il 13 febbraio 1875. Il luogo era Mikamo-mura, un piccolo villaggio immerso nella prefettura di Tochigi, nella regione del Kanto, nel cuore del Giappone. Figlio terzo di una famiglia di agricoltori, Iizuka crebbe tra campi di riso e bachi da seta.

Fin dalla tenera età, Iizuka dimostrò una vivace curiosità e una forte determinazione nell’apprendimento. La sua mente era un vortice di domande su storia, geografia, letteratura e arti marziali. A scuola, si distingueva per le sue capacità e per il suo spirito di iniziativa.

Nel 1887, a soli 12 anni, Iizuka lasciò il suo villaggio natale per trasferirsi a Tokyo. Lì, proseguì i suoi studi presso la Keio Gijuku, una scuola privata fondata nel 1858 da Yukichi Fukuzawa. Questa istituzione, che sarebbe diventata l’Università di Keio, era all’avanguardia nell’offrire un’istruzione moderna e occidentale, basata sullo studio delle scienze, delle lingue straniere e della filosofia.

Iizuka si adattò bene al nuovo ambiente e si fece apprezzare dai suoi insegnanti e dai suoi compagni. Nel 1889, all’età di 14 anni, Iizuka iniziò a praticare jujutsu presso la Keio Gijuku, sotto la guida del maestro Sekiguchi, discendente di Sekiguchi Jushin, famoso ex vassallo del signore di Nagoya.

L’università di Keio decise di formare un proprio Club di Judo, e Iizuka fu invitato a farne parte. Il judo era una disciplina innovativa che mirava a rinnovare le antiche arti marziali giapponesi (jūjutsu), eliminando le tecniche pericolose o inefficaci e enfatizzando l’aspetto educativo e morale. Iizuka si appassionò al judo e dimostrò subito le sue doti di atleta e di combattente. Si allenava con dedizione e partecipava a tornei e dimostrazioni.

Nel 1890, tuttavia, decise di interrompere momentaneamente la sua pratica del judo per entrare nell’accademia navale di Kojimachi, a Tokyo, una prestigiosa istituzione militare che formava i futuri ufficiali della marina imperiale giapponese.

Iizuka aveva infatti il sogno di diventare un marinaio e di esplorare il mondo. Tuttavia, l’accademia non aveva un club di judo e Iizuka sentiva la mancanza di allenarsi e di confrontarsi con altri praticanti. Un giorno, vide un uomo che portava con sé un judogi, la divisa bianca usata nel judo, e lo seguì fino al Kodokan, la scuola fondata da Jigoro Kano nel 1882.

Iizuka si iscrisse come studente al Kodokan il 23 novembre 1891, diventando così uno dei primi e più illustri allievi di Kano. Nei suoi primi allenamenti al Kodokan, Iizuka si scontrò con un cintura nera molto più grande e più esperto di lui, che lo gettò a terra più volte. “Essendo un giovane piuttosto presuntuoso, ero infuriato”, ricordò in seguito Iizuka. “Per non essere battuto da lui e per batterlo, mi sono dedicato molto seriamente al mio lavoro.”

Carriera di insegnante e istruttore di judo

Dopo aver completato il suo addestramento al Kodokan, Kunisaburo Iizuka decise di dedicare la sua vita all’insegnamento del judo. A soli 18 anni, nel settembre 1893, ottenne il 1° dan e iniziò a insegnare judo in diverse istituzioni educative e militari.

Prestò servizio come assistente istruttore di judo presso la Tokyo Advanced Teachers Training School e presso la Seventh Senior High School Zoshikan (a Kagoshima).

Nel 1899, raggiunse il 4° dan e divenne noto per il suo stile di insegnamento rigoroso ma efficace. Questo stile attirò molti studenti desiderosi di imparare l’arte del judo.

A partire dal 1899, trascorse 7 anni a Fukuoka come negi ordinato (sacerdote shintoista) presso la Fukuoka Prefectural Shuyukan Senior High School, e come impiegato part-time della Fukuoka Teachers Training School e come maestro Tenshinkan.

Nel 1906, dopo la guerra russo-giapponese, Iizuka fece ritorno alla Keio University, la più antica università privata del Giappone, per assumere il ruolo di maestro di judo. Durante il suo periodo a Keio, che durò 38 anni (fino al 1945), Iizuka formò e allenò numerosi judoka di talento. Oltre all’insegnamento al Keio, Iizuka svolse anche altre attività e ricevette importanti riconoscimenti nel mondo del judo e nella società giapponese. Fu maestro di judo presso l’Imperial Fisheries Institute, un’istituzione governativa che si occupava di ricerca e formazione nel settore della pesca e dell’acquacoltura, e presso il Tokyo Institute of Technology, una delle più prestigiose università tecniche del Giappone.

In questo periodo, ha anche aperto il suo dojo personale, chiamato Itogokan, nel quartiere di Shibuya a Tokyo, dove ha insegnato il judo a molti praticanti di varie età, professioni e livelli.

Il suo stile di insegnamento si basava sulla cedevolezza (jū), sull’armonia (wa) e sulla moralità (rei). Insegnava ai suoi allievi a usare la forza dell’avversario a proprio vantaggio, a rispettare le regole e gli avversari, e a coltivare lo spirito e il carattere. Kunisaburo Iizuka non si limitava solo alla pratica del judo, ma abbracciava anche i valori e la filosofia delle arti marziali. Iizuka era convinto che il judo fosse non solo una forma di combattimento, ma anche una scienza, una filosofia e una morale. Per questo motivo, si è impegnato a promuovere il judo come una materia di studio e di ricerca, organizzando conferenze, seminari, pubblicazioni e scambi con altre università e istituzioni.

Contributi allo sviluppo del judo moderno

Kunisaburo Iizuka ha giocato un ruolo fondamentale nello sviluppo e nell’evoluzione del judo. Oltre alla sua carriera di insegnante, ha contribuito in modo significativo alla disciplina, sviluppando diverse nuove tecniche e stili di judo. Queste innovazioni sono diventate parte integrante del curriculum di allenamento del Kodokan. Tra le sue innovazioni più notevoli ci sono il “Iizuka-nage” (proiezione di Iizuka) e il “Iizuka-gatame” (immobilizzazione di Iizuka).

Iizuka ha avuto un ruolo fondamentale nella diffusione del judo sia in Giappone che all’estero. Attraverso i suoi numerosi studenti e i suoi scritti, ha contribuito a far conoscere e apprezzare questa arte marziale in tutto il paese. Tra i suoi allievi più famosi ci furono Kaname Kuniyuki, Chuji Sakata e Yoshio Sugino, che a loro volta diventarono influenti maestri di judo.

Oltre alle innovazioni tecniche, si ritiene che Iizuka abbia fatto importanti contributi teorici e filosofici al judo. Anche se non sono disponibili dettagli specifici sui suoi scritti, è noto che credeva fermamente nell’importanza della disciplina mentale e fisica nella pratica delle arti marziali. Iizuka era convinto che il judo fosse non solo una forma di combattimento, ma anche una scienza, una filosofia e una morale. Per questo motivo, si è impegnato a promuovere il judo come una materia di studio e di ricerca, contribuendo alla sua diffusione attraverso l’organizzazione di conferenze, seminari e scambi con altre università e istituzioni.

Nel maggio 1946, all’età di 71 anni, Iizuka fu uno dei primi studenti di Jigoro Kano a essere promosso al grado massimo di 10° dan nel Kodokan, un riconoscimento che testimonia la sua abilità e dedizione al judo. Questo traguardo è stato raggiunto solo da pochissimi judoka nella storia del judo.

Vita personale e interessi al di fuori del judo

Oltre alla sua carriera nel mondo del judo, Kunisaburo Iizuka conduceva una vita personale ricca e variegata. Era sposato con Taka Iizuka e insieme ebbero quattro figli: due maschi, Masao e Masahiro, e due femmine, Masako e Masumi. La famiglia Iizuka risiedeva in una casa tradizionale giapponese a Tokyo, un luogo dove Iizuka amava trascorrere il tempo libero in compagnia dei suoi cari.

 

Nonostante la sua dedizione al judo, Iizuka coltivava una serie di altri interessi e passioni. Era un appassionato di calligrafia giapponese, un’arte a cui dedicava spesso il suo tempo libero. Possedeva una straordinaria abilità nella calligrafia e le sue opere erano ammirate da molti.

Inoltre, era un grande amante della natura. Trascorreva molto tempo a passeggiare nei parchi e nei giardini di Tokyo, ammirando i fiori e le piante. Trovava pace e ispirazione nella bellezza della natura.

 

Un aspetto meno noto della vita di Iizuka era il suo ruolo di sacerdote shintoista. Appartenente a una famiglia di sacerdoti shintoisti, partecipava spesso a cerimonie e rituali religiosi. Credeva fermamente nella filosofia e nei valori dello shintoismo e cercava di integrarli nella sua pratica del judo. Credeva fermamente nella filosofia e nei valori dello shintoismo e cercava di integrarli nella sua pratica del judo. Lo shintoismo, con la sua venerazione per la natura e gli antenati, era in armonia con la filosofia del judo di Iizuka.

 

Nella vita quotidiana, Iizuka era noto per la sua disciplina e il suo stile di vita sano. Si alzava presto al mattino per praticare il judo e seguiva una dieta equilibrata, basata su cibi freschi e naturali. Inoltre, era un grande amante della lettura e spesso trascorreva le serate a leggere libri di filosofia, storia e letteratura giapponese classica. Iizuka era anche un appassionato di musica e amava ascoltare il gagaku, la musica di corte giapponese. Trovava ispirazione nella bellezza e nella raffinatezza di questa antica forma musicale. Nonostante i suoi numerosi impegni e responsabilità, Iizuka riusciva sempre a trovare tempo per coltivare i suoi interessi personali. Questi passatempi gli permettevano di mantenere un equilibrio nella sua vita e di trovare pace e serenità al di fuori del mondo del judo. La vita personale di Kunisaburo Iizuka era un riflesso della sua personalità multisfaccettata e della sua dedizione a vivere una vita piena e significativa. Attraverso i suoi interessi e le sue passioni, Iizuka ha lasciato un’impronta indelebile non solo nel mondo del judo, ma anche nella cultura e nella società giapponese.

Eredità e commemorazioni

Kunisaburu Iizuka morì il 25 luglio 1958 all’età di 83 anni. La sua morte fu un grande lutto per il mondo del judo, sia giapponese che internazionale. Migliaia di persone, tra cui molti dei suoi ex studenti e colleghi, parteciparono ai suoi funerali per rendere omaggio al maestro.

Il suo corpo fu cremato e le sue ceneri furono sepolte nel cimitero di Aoyama a Tokyo, un luogo di riposo che continua a testimoniare la sua vita e il suo contributo al judo.

Dopo la sua morte, diverse organizzazioni e istituzioni dedicarono libri e pubblicazioni a Iizuka per onorare la sua memoria e il suo contributo al judo. L’eredità di Kunisaburo Iizuka continua a essere sentita nel mondo del judo moderno. Le sue idee e le sue tecniche sono ancora insegnate e praticate in tutto il mondo, e il suo esempio di dedizione e disciplina continua a ispirare judoka di ogni generazione. Grazie al suo lavoro e al suo impegno, Iizuka ha contribuito in modo significativo a diffondere il judo e a renderlo una delle arti marziali più popolari e rispettate del mondo. Kunisaburu Iizuka è stato un maestro di judo di straordinaria importanza nella storia delle arti marziali giapponesi. Oggi, il suo nome è sinonimo di eccellenza nel judo e di dedizione alle arti marziali. La sua eredità continua a ispirare e influenzare gli judoka di tutto il mondo, dimostrando che il judo è molto più di una semplice tecnica di combattimento, ma un percorso di crescita personale e di realizzazione interiore.

Valutazione critica e riflessione

In questo capitolo vogliamo fare un riassunto delle principali tappe della vita e della carriera di Iizuka, fare una valutazione critica delle sue opere e del suo impatto sul judo e sulla società giapponese, e fare una riflessione sull’attualità e la rilevanza dei suoi insegnamenti e dei suoi valori.

 Iizuka nacque nel 1875 in una famiglia di agricoltori nella prefettura di Tochigi. Fin da bambino mostrò una grande curiosità e una forte volontà di apprendere. Si trasferì a Tokyo per studiare alla Keio Gijuku, dove iniziò a praticare il judo nel 1889. Interruppe momentaneamente il judo per frequentare l’accademia navale di Tokyo e partecipare alla guerra sino-giapponese. Riprese il judo al Kodokan nel 1891, diventando uno dei primi e più illustri allievi di Jigoro Kano. Nel 1899 si ordinò come sacerdote shintoista a Fukuoka, dove insegnò il judo al Tenshikan. Nel 1906 tornò a Tokyo per diventare il maestro di judo al Keio University, dove rimase fino al 1945. Fu anche maestro di judo presso l’Imperial Fisheries Institute, il Tokyo Institute of Technology e il suo dojo Itogokan. Ebbe una vita familiare e personale felice e ricca di interessi. Nel 1946 ricevette il decimo dan dal Kodokan, diventando il quinto uomo nella storia a ottenere questo onore. Morì nel 1958, all’età di 83 anni, lasciando un grande lascito nel mondo del judo.

 Le opere di Iizuka sono state molteplici e significative. Iizuka ha contribuito a diffondere e sviluppare il judo tra gli ambienti accademici e la società giapponese, promuovendo il judo come una scienza, una filosofia e una morale. Iizuka ha fondato la Federazione Giapponese di Judo e ha rappresentato il judo all’estero, partecipando a dimostrazioni e tornei internazionali. Iizuka ha formato migliaia di studenti e ha tramandato il suo stile di judo, basato sulla cedevolezza, sull’armonia e sulla moralità. Iizuka ha anche integrato il judo con lo shintoismo, la musica, la pittura, la poesia e la calligrafia.

 L’impatto di Iizuka sul judo e sulla società giapponese è stato enorme. Iizuka è stato uno dei maestri che hanno reso il judo una disciplina universale e moderna, capace di adattarsi ai cambiamenti storici e culturali. Iizuka è stato anche uno dei maestri che hanno incarnato i principi del judo nella loro vita quotidiana, dando l’esempio di una condotta etica e generosa. Iizuka è stato infine uno dei maestri che hanno arricchito il judo con le loro passioni e le loro opere artistiche, mostrando la bellezza e la profondità di questa disciplina.

 I suoi insegnamenti e i suoi valori sono ancora attuali e rilevanti oggi. Il judo è ancora una disciplina che può offrire benefici fisici, mentali e spirituali a chi lo pratica. Il judo è ancora una disciplina che può insegnare a usare la forza dell’avversario a proprio vantaggio, a rispettare le regole e gli avversari, a coltivare lo spirito e il carattere. Il judo è ancora una disciplina che può integrarsi con altre forme di cultura e di espressione, arricchendo la vita degli individui e delle comunità.

 Speriamo che questa biografia vi abbia fatto conoscere meglio la figura e il pensiero di Kunisaburo Iizuka, uno dei più grandi maestri di judo di tutti i tempi. Vi invitiamo a continuare a studiare e a praticare il judo, seguendo il suo esempio e il suo insegnamento.

Passaggi di Grado

Novembre 1891 - Ingresso Kodokan

Settembre 1893 - 1° Dan

Gennaio 1895 - 2° Dan

Aprile 1896 - 3° Dan

Gennaio 1899 - 4° Dan

Agosto 1901 - 5° Dan

Giugno 1908 - 6° Dan

Gennaio 1916 - 7° Dan

Febbraio 1922 - 8° Dan

Dicembre 1937 - 9° Dan

Maggio 1946 - 10°Dan

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